venerdì 5 novembre 2010

Le riunioni per fermare la faida di scampia

Oltre a Salvatore Lo Russo,
delle cui qualità di mediatore in
ambienti di camorra si scrive da
tempo, nel clan originario di Miano
avevano un ruolo simile anche due
degli arrestati dell’altro ieri: Oscar
Pecorelli detto “’o malox” e Salvatore
Milano, alias “Totore ‘o Milan”.
Secondo il pentito Antonio Prestieri,
che lo ha riferito il 22 maggio
2009, avrebbero partecipato anche
ad alcuni incontri organizzati per
stabilire tra accordi tra i Di Lauro e
gli Amato-Pagano per il dopo faida.
Ecco alcuni passaggi delle dichiarazioni
del collaboratore di giustizia
di Scampia, ex emergente dello storico
clan con base nel Rione Monterosa.
«Poco dopo gli omicidi di Pica, Cardillo
e De Lucia Lucio (14 marzo
2007 e 21 marzo 2007, ndr) vi fu una
riunione tra Vincenzo Di Lauro, allora
latitante, Pagano Cesare e Perfetto
Raffele detto “muss ‘e scigna”.
Tale incontro era stato organizzato
dai Lo Russo per arrivare ad una mediazione
tra i Di Lauro e gli Amato-
Pagano. Durante la riunione Vincenzo
Di Lauro
disse chiaramente
che
questa volta
tutte le persone
che dai Di
Lauro fossero
passate agli scissionisti sarebbero
state da loro uccise allorquando loro
li avessero individuati e trovati in
territori non gestiti direttamente dagli
Amato-Pagano. Vincenzo precisò
che questa volta non aveva al- Lʼarresto di Giuseppe Tipaldi
lì avrei nuovamente colpito i Licciardi per poi colpire subito anche i
Lo Russo, i quali avrebbero, a quel punto, inevitabilmente attribuito
ai primi la paternità di quella reazione. Volevo giocare questa
partita e per questo mi rivolsi a Mazzarella Franco e Mazzarella
Ciro, i figli di Gennaro, i quali hanno sempre condiviso con me
questi attacchi ai Licciardi. Chiesi loro di procurarmi questa casa e
mi raccomandai di non farne parola con nessuno. Neanche i miei
nipoti hanno mai saputo di questo mio progetto e temevo che, se la
voce si fosse sparsa, non avrei potuto più portare a termine il mio
piano». Ma uno dei nipoti, sostiene Misso, fece un confidenza a
Giuseppe Perinelli detto “Ciacione” e il segreto svanì. lusa
SCACCO AI “CAPITONI” DI MIANO.
VOLEVANO INDURRE IL PENTITO A RIPRENDERE
LA COLLABORAZIONE CON LA GIUSTIZIA
ACCUSANDO I NEMICI LICCIARDI
ternativa in quanto se i Di Lauro non
avessero posto in essere un reazione
chirurgica ma armata, avrebbero
dovuto “mettersi la merenda sotto
il braccio e andare a lavorare”. Pagano
Cesare prese atto di questa cosa.
Salvatore Lo Russo non ritenne
che la riunione fosse stata inutile in
quanto si era stabilito che non vi sarebbe
una guerra a tutto campo».
Il 10 luglio 2008 Antonio Prestieri
precisò che a questo tipo di riunioni
partecipavano anche altri affiliati.
«I Lo Russo operano principalmente
a Miano, Piscinola e Marianella.
Agli incontri di mediazione è
sempre stato presente Salvatore Lo
Russo, a me noto come “Totore ‘o
capitone”. Parimenti per i Lo Russo
c’era tale “Lelluccio muss ‘e scimmia”,
che credo chiamarsi Raffaele
Perfetto. Nel periodo degli incontri
costui fu arrestato,
credo per rapina,
per essere successivamente
scarcerato
e riprese a partecipare
agli incontri.
Sempre per Lo
Russo era presente tale “Oscar”, che
è persona di circa trent’anni, con i
capelli neri. Talvolta partecipava anche
Antonio, il figlio di Salvatore Lo
Russo, e in maniera incostante era
presente “Totore ‘o Milan”».