giovedì 18 novembre 2010

"NON ME L'ASPETTAVO". 'O Ninno dal 'panettone' alle manette. E un cittadino grida "Ammazzatelo"

Sorriso sprezzante, barba incolta e sguardo dritto di fronte a se scrutando l'orizzonte di decine di cronisti, operatori e gente comune che non attendevano altro che vederlo in manette. Così è uscito dalla Questura di Napoli Antonio Iovine super boss dei Casalesi braccato a Casal di Principe nel casertano. Nonostante apparisse sconvolto, il latitante ha trovato il tempo di pronunciare la frase " Non me l'aspettavo", riferendosi all'arresto. In una ressa generale non sono mancati i commenti dei passanti, qualcuno ha gridato in dialetto napoletano "Ammazzatelo". Iovine ha avuto il tempo di girarsi cercando di individuare la voce e ha fulminato con lo sguardo il coraggioso cittadino, pur non riuscendolo a individuare con precisione. Gli agenti della Squadra Mobile di Caserta in lacrime hanno festeggiato con abbracci e cori. Molta gente gli ha gridato "Bravi, bravi".

Il superlatitante Antonio Iovine non si è mai allontanato dal casertano ed è proprio a Casal di Principe che è stato catturato dalla polizia. E' stato sorpreso, intorno alle 14, in casa diMarco Borrata, un muratore incensurato che lo ha ospitato per il pranzo. La villetta di via Cavour, infatti, secondo gli investigatori non era il suo abituale nascondiglio. 'O Ninno, ricercato da 14 anni, si spostava da un covo all'altro e si allontanava da Casal di Principe unicamente per 'lavoro'. Nell'ultimo mese le forze dell'ordine avevano avuto altri segnali della sua presenza, ma soltanto oggi "si è avuta la certezza che fosse lì - ha detto in conferenza stampa a Napoli il capo della Squadra mobile partenopea, Vittorio Pisani -, in azione ci sono stati circa 30 agenti che hanno circondato l'abitazione. Ha tentato la fuga su un terrazzo, ma poi si è arreso e non ha opposto resistenza. 'Sono io, sono qua', ha detto ai poliziotti che lo hanno fermato". Iovine era in casa con un uomo la cui posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti, mentre Borrata, 43 anni, è stato arrestato per favoreggiamento. "La sua è una famiglia molto semplice, lui fa il muratore - ha spiegato Pisani - mentre la moglie e la figlia curavano gli aspetti logistici del latitante già da qualche mese". Il nucleo familiare dei Borrata, infatti, sono risultati proprietari di una serie di rifugi, tutti a Casal di Principe, che pare abbiano ospitato Iovine.
"Iovine effettuava degli spostamenti sul territorio, ma usava le massime precauzioni, altrimenti non sarebbe stato latitante per quasi 15 anni - ha spiegato il capo della Mobile Vittorio Pisani -, sarebbe stato difficile anche per i cittadini del casertano riconoscerlo anche se non bisogna dimentica la forza delle intimidazioni dei Casalesi. La gente del luogo, spesso, ha paura". La decisione, da parte dei boss, di non lasciare la propria terra d'origine è anche ribadita dal procuratore capo Giandomenico Lepore: "Iovine non lo abbiamo arrestato in America del Sud o in Svizzera, ma a casa propria ciò significa che i boss per gestire il territorio restano sulla base e che la gente del posto l'ha aiutato, forse per solidarietà, forse per paura. Motivi che non si possono giustificare. La difficoltà per le forze dell'ordine e per i magistrati - ha concluso il procuratore- sta proprio nel non ricevere aiuto dalla popolazione. Questa è una nota amara. questa cattura l'aspettavamo dal 1995, ora ci rimane Michele Zagaria".
Di Iovine gli investigatori avevano a disposizione solo una foto risalente a una ventina di anni fa, un'immagine molto diversa dall'attuale fisionomia del boss. Alla conferenza stampa hanno partecipato i questori di Napoli e Caserta, Santi Giuffrè e Guido Longo, il capo della squadra mobile di Napoli Vittorio Pisani, e diversi magistrati della Dda partenopea che si occupano di indagini sui Casalesi come Antonello Ardituro, Raffaello Falcone, Alessandro Milita, e Cesare Sirignano.
Un panettone natalizio o forse qualcosa di diverso, celato sotto questo nome in codice, avrebbe tradito il boss della camorra casalese Antonio Iovine, arrestato oggi pomeriggio intorno alle ore 15,30 dalla polizia a Casal di Principe. Da una conversazione intercettata ieri su ordine degli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Napoli coordinata dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho il muratore Marco Borraca, arrestato oggi per favoreggiamento sosteneva l'impellenza di acquistare un panettone. Gli investigatori su questa richiesta definita "strana", in un periodo ancora lontano dalle feste natalizie si sono insospettiti. Alcuni possibili punti di appoggio di Iovine sono stati tenuti d'occhio e oggi quando si e' avuta la certezza che Iovine si trovasse in casa Borraca hanno compiuto il blitz.
Raramente Antonio Iovine si spostava da Casal di Principe, il suo quartiere generale, da lì dirigeva il clan e comandava da 15 anni. Al massimo si spostava fino alla vicina San Cipriano d'Aversa, altro luogo simbolo della camorra casalese. Gli inquirenti hanno ricostruito alcuni suoi spostamenti. Per curare gli affari della cosca Iovine si sarebbe recato in passato a Roma, in Toscana e in Emilia ma anche in Francia. Quando è stato arrestato il boss non aveva documenti. "Tutto sommato la carta d'identità non gli serviva, che cosa avrebbe mai potuto farne?", ha detto ironicamente un poliziotto, ancora raggiante per il duro colpo inferto alla camorra casalese.