giovedì 4 novembre 2010

«Quelli stanno sparando a tutti quanti»

«Quelli di Miano
stanno sparando a chiunque
incontrano».
Così, il fidanzato di una
ragazza della famiglia
Licciardi esprimeva a telefono
la preoccupazione per i raid
armati che stavano compiendo
giovani esponenti del clan Lo
Russo dopo una violenta lite in
discoteca avvenuta tra i due
gruppi il 9 settembre 2006.
Erano le 21 e 49 del 10
settembre e sei minuti dopo
all’ospedale San Giovanni
Bosco giunsero due feriti:
Alessandro Iervolino e Rodolfo
Emilio. Erano stati colpiti, in
maniera lieve, mentre
stazionavano nei pressi di un
bar sul corso Secondigliano. I
pistoleri, secondo quanto
emerse dalle indagini,
cercavano un loro conoscente
ma spararono nel mucchio
senza centrarlo.
Per quel ferimento sono
indagati due dei destinatari
del provvedimento restrittivo
emesso ieri: Oscar Pecorelli “’o
malox” e Giuseppe Tipaldi
detto “Peppe ‘a recchia”.
Avrebbero fatto parte del
gruppo di fuoco che entrò in
azione domenica sera per
vendicare gli schiaffi ricevuti
la sera prima da un loro
“compagno” nel corso della
rissa in discoteca. Come
sempre in casi del genere, la
lite era scoppiata per motivi
banali, forse per un
complimento a una ragazza.
Dunque, il 10 settembre 2006
fu intercettata la
conversazione tra una ragazza
incensurata della famiglia
Licciardi e il fidanzato. Nel
corso della telefonata il
ragazzo riferì alla fidanzata di
aver appena appreso che era
successo un «casino giù alla
pizzeria». E poi: «E poi le dice
che quelli di Miano stanno
sparando a chiunque
incontrano». Allora la ragazza
manifestò la sua
preoccupazione per
l’incolumità anche del fratello
Pietro che proprio in quel
momento stava uscendo di
casa: «Ma no, aspetta, sta
uscendo anche mio fratello
Pierino, te ne vuoi salire tu,
devo tenere un altro
pensiero».