venerdì 19 novembre 2010

Riciclatore e delfino di “Sandokan”

Era il “delfino” del superpadrino
Francesco Schiavone “Sandokan”,
arrestato nel 1998 dopo decenni
di latitanza. Ma con il fondatore
del clan dei Casalesi il padrino
Antonio Iovine “’o ninno” era legato
anche da vincoli di parentela abbastanza
forti. Entrambi sono nati e
cresciuti a San Cipriano d’Aversa e
diventati boss alla “corte” del padrino
Antonio Bardellino, amico fraterno
e socio di Mario Iovine. Ben
presto il 46enne (nato il 20 settembre
del 1964), che tutti continuano
a chiamare “’o ninno”, così come lo
chiamava la madre, diventa il prediletto
di “Sandokan” e su di lui il
capoclan contava sempre di più, anche
dopo la cattura. L’amicizia tra i
due camorristi si rinsalda con una
serie di matrimoni e fidanzamenti
tra i rispettivi familiari. Filomena Iovine,
detta Milly, figlia predileta di
“’o ninno”, infatti, è tutt’ora fidanzata
co Ivanoe Schiavone, figlio di
“Sandokan”. Una nipote di Iovine,
Filomena Fontana, è sposata con
Paolo, l’altro figlio di Schiavone. Infine,
Filomena “Filly” Iovine, figlia
di Carmine, un fratello di “’o ninno”,
è stata fidanzata con Carmine
Schiavone, figlio di “Sandokan”. E
con la cattura del padrino Iovine ha
preso a gestire la cosca assieme ad
un altro superlatitante, Michele Zagaria
(nel scriviamo nel pezzo sotto)
“Tonino ‘o ninno” si è specializzato
negli appalti e nei business imprenditoriali
e da figlio di contandino
ha gestito per decenni l’impero
economico dei Casalesi. Solo per i
Regi Lagni sono stati spesi mille miliardi
delle vecchie lire (arrivati dai
fondi del terremoto). Con tanti soldi
l’orizzonte si è allargato alla Spagna,
alla Francia e poi all’est Europeo dove
prima in Slovacchia, poi in Romania,
Bulgaria, Romania, i Casalesi
hanno riciclato capitali da capogiro.
Hanno tanti soldi le organizzazioni
di Iovine e Zagaria da non
costituire un problema se qualcuno
chiedeva loro 20 milioni di euro per
comprare la Lazio. È quello che ha
evidenziato l’inchiesta che ha portato
a decine di arresti e decine di
indagati. Il vero salto di qualità i Casalesi,
intesi come organizzazione
criminale, lo fanno quando il padrino
Antonio Bardellino fa un patto di
ferro con il gruppo di mafia capeggiato
da Stefano Bontade. E lo stesso
Bardellino prende sempre più potere
quando si chiera contro Cutolo
con la Nuova famiglia. Bardellino fu
ammazzato nel maggio del 198 in
Brasile da Mario Iovine e le famiglie
casertane degli Schiavone, dei De
Falco e dei Bidognetti, si schierarono
con Mario Iovine, dopo aver avuto
la certezza della morte di Bardellino.
Allora iniziò la scalata di “Sandokan”
e dei due suoi fedelissimi.
Antonio Iovine “’o ninno” era ricercato
dal 1996 e nel luglio 1999 sono
state diramate le ricerche in campo
internazionale. Il 19 giugno 2008, nel
processo d'appello del maxiprocesso
Spartacus, Iovine viene condannato
all'ergastolo, insieme ad altri
componenti del clan dei Casalesi.
Negli ultimi anni, arresti e sequestri
patrimoniali hanno fatto terra bruciata
attorno al boss. A novembre
dello scorso anno venne arrestato
uno dei suoi nipoti insieme a un
ispettore di polizia e un carabiniere
accusati di essere le “talpe” dei
Casalesi. Prima ancora, a marzo dello
stesso anno, era finita in manette
la sorella Anna per tentata estorsione
aggravata dal metodo mafioso
ai danni della cognata.