giovedì 4 novembre 2010

Sigilli ad un impero economico

Un rimessaggio di barche
a Chiaiano, uno chalet a Mergellina,
appartamenti, conti corrente,
auto e motociclette, negozi,
ditte edile e commerciali, quote
societarie e perfino un albergo
di lusso in Emilia-Romagna. Investivano
in tutti i settori gli affiliati
al clan Lo Russo, ma la scure della
giustizia ieri si è abbattuta anche
su tutto ciò che sarebbe stato
frutto dei traffici illeciti. La Dda
infatti ha disposto il sequestro preventivo,
ai sensi della legge antimafia,
di beni valutati commercialmente
circa 60 milioni di euro.
L’esecuzione dei provvedimenti
è cominciata in mattinata
e avrà probabilmente un seguito
anche oggi.
Nel mirino è finito in particolare
un resort di lusso a Faenza, i cui
proprietari reali secondo l’accusa
(fermo restando la possibilità per i
destinatari del provvedimento di
sequestro di ricorrere in secondo
grado per tentare di riottenere la
disponibilità dei beni) sono alcuni
degli indagati del clan Lo Russo.
Complessivamente sono passati
dalla parte dello Stato 70 immobili
(la maggior
parte dei quali
nell’area di Secondigliano),
oltre
30 società,
76 tra auto e
moto e un centinaio
di conti correnti bancari. I
sigilli hanno colpito 21 persone:
Antonio Astro detto “Tonipell”;
Antonio Cardillo; Antonio De Alfieri;
Angelo De Stazio; Concetta
Di Vaio; Giovanni Di Vaio; Antonio
Esposito, soprannominato
“Quagliarella”; Mariano Grimaldi;
Salvatore Milano detto “Totore o’
Milan”; Oscar Pecorelli detto “Malox”;
Ciro Perfetto “Bocelli”; Giovanni
Perfetto “Scorza”; Gennaro
Ruggiero “a’ cannola”; Giuseppe
Sarnelli alias “mastu Peppe”; Daniela
Serino; Bruno Tagliatatela;
Gaetano Tipaldi detto “nanà”; Giuseppe
Tipaldi “Peppe a’ recchia”;
Massimo Tipaldi “o’ mbriacon”;
Robuano Vanesio detto “Gaetano”.
Tra le società sequestrate nell'ambito
dell'operazione della Dda
di Napoli contro gli esponenti del
clan Lo Russo, figura anche una
ditta di import-export di materiale
agricolo aperta a Viareggio nel
2008 da un napoletano di 39 anni,
cognato di Giuseppe Tipaldi, arrestato
ieri e considerato figura di
riferimento tra gli indagati. È stata
la prima sezione - criminalità
organizzata estraniera della Squadra
mobile della questura di Lucca
a sottoporre a sequestro la società,
notificando il provvedimento
della Dda di Napoli al funzionario
della Camera di commercio di
Lucca che tiene il registro delle
imprese operanti nella provincia.
L’importanza dei sequestri è stata
sottolineata dal dirigente della Mobile
di Napoli, Vittorio Pisani. «Oltre
che acquisire elementi a carico
degli indagati, l’inchiesta ha
permesso di accertare un notevolissimo
quantitativo di beni accumulati
in maniera illecita. In particolare
è emerso che la malavita
sta investendo nel settore della
nautica, a dimostrazione si tratta
di un settore che ancora tira nonostante
la crisi economica».