giovedì 4 novembre 2010

Un esercito di spacciatori: tutte le “piazze” e tutti i nomi

Uno dei grandi affari della cosca è sicuramente quello dello spaccio
di droga. Questo perché il clan riusciva a controllore decine di “piazze”
di spaccio con un sistema a dir poco capillare. A parlarne è il pentito Mariano
Grimaldi che racconta quanto la cosca riusciva a portare a casa grazie
allo smercio delle diverse sostanze stupefacenti.
Parla di Michele ‘o capocchione
e di un’altra persona detta “palli palli”
che si trova nei pressi della Posta di Miano.
«In realtà questa piazza fa capo anche ad un
altro gruppo di affiliati che si alterna, nella
gestione continuativa della piazza», e si tratta
secondo il pentito di Luciano Pompeo,
Nappella Valerio e Gennaro Sottiletta
e Salvatore Silvestri. «Antonio Lo Russo,
figlio di Salvatore, non guadagna direttamente
da questa piazza. I suoi guadagni
con la droga sono ben superiori e derivano
dall’acquisto di grossi quantitativi di droga che fa smerciare, anche all’ingrosso,
proprio dalle suddette persone».
C’è poi la piazza di eroina del rione San Gaetano
che fa capo a Salvatore Milano e
Cardillo Antonio. «Costoro si avvalgono
di diversi ragazzi tra i quali, al momento, ricordo
tale ‘o meniello e Pianterosa Giovanni.
Da questa piazza si ricava una quota
di circa di 500 euro a settimana per Carlo
Lo Russo che viene data alla moglie». Il
pentito inoltre aggiunge che i tre hanno assunto
anche la gestione dello spaccio di tutto
il territorio di Marianella e Chiaiano dopo
la scomparsa di Francesco Russo detto ‘o
doberman, suo figlio Ciro, Vincenzo Moscatelli e Graziano Raffaele detto serino.
«La piazza di Antonio Palladino nel
rione Don Guanella. Preciso subito che nel
rione Don Guanella ci sono più piazze di
spaccio, oltre a quella dei Lo Russo c’è la
piazza dei Licciardi gestita da Antonio Michelò,
la piazza di tale ‘o nnò che la gestisce
per conto dei Sacco-Bocchetti, la piazza
di tale pollicino, che prende la droga dai
Lo Russo». Le persone che controllerebbero
le piazze sarebbero, Palumbo Gennaro,
Mimmo Raffone, Salvatore Scognamiglio
i quali affiancano Antonio Palladino.
«La piazza di Serrano Carlo. In questa
piazza lavorano il fratello di Pippotto, tale Ramon, tale “linuccio”, massimo
‘o dimani, ed altri che non conosco».