venerdì 5 novembre 2010

Una cimice in auto ha incastrato i ras

Ufficialmente è uno dei
cinque latitanti dell’operazione che
ha mandato kappaò il clan Lo Russo.
Ma nessuno tra gli investigatori
crede che Raffaele Graziano, che
avrebbe compiuto 39 anni lo scorso
settembre, sia ancora vivo. Insieme
con altre tre presunte vittime
della lupara bianca (Francesco Russo
“’o dobermann”, il figlio Ciro e
Vincenzo Moscatelli), è scomparso
l’11 marzo 2009 e da allora non si sono
avute più sue notizie. Proprio
grazie alle sue conversazioni, intercettate
da una microspia piazzata
nella macchina abitualmente utilizzata,
gli investigatori dell’antiestorsione
del vice questore Fulvio Filocamo
hanno acquisito gran parte
degli elementi a carico dei 56 indagati.
La cimine fu nascosta dagli uomini
della Mobile della questura (dirigente
Vittorio Pisani) nella jeep di
Raffaele Graziano, soprannominato
“Lelluccio” e “Boccione”: una “Rav
4” della Toyota parcheggiata in via
Ianfolla. Dopo l’operazione, gli investigatori
della polizia furono visti
da alcune sentinelle del clan Lo Russo
e inseguiti per qualche chilometro
inutilmente. Da allora, luglio
2006, le conversazioni dell’uomo
con la moglie e gli amici furono
ascoltate senza pause. A un certo
punto cominciò a trasparire la preoccupazione
del pregiudicato, accusato
di aver fatto un ammanco di
cassa e perciò desideroso di fare pace
con i vertici del clan Lo Russo.
Attraverso un dialogo tra Graziano
e la moglie, gli inquirenti hanno capito
che era sua intenzione fare pace
con lo “zio” (Salvatore Lo Russo);
mettersi criminalmente vicino a “Linuccio”
(Pasquale Angellotti, suo
cognato) senza stare più alle dipendenze
di “Gaetano” (Gaetano Tipaldi
detto “Nanà”). Il colloquio è
emblematico, secondo i pm Amato
e Parascandolo della Dda, per il timore
di Graziano di essere eliminato.
Era il 25 agosto 2006.
Raffaele: «Io poi ho parlato con Linuccio,
Linù vediamo di stare bene
insieme... di non litigare... dammi
una mano a fare pace con “lo zio”...
fammi stare un poco vicino a te...
non mi tenere insieme a quel Gaetano...
io non voglio stare con Gaetano...
però poi me ne pento e dico
devo dare soddisfazione a questo
che poi tutto quanto se devo sbagliare
e mi deve fare una zozzeria,
me la fa anche lui...».
D: «Va bene però per fare pace... che
tu hai detto vicino a me...».
R: «No, no io mo me la prendevo con
Linuccio se lui aveva fatto l'invito...si
mangiava da lui faceva...inc... e non
mi mandava a prendere a me...tanto
io mi prendevo collera è normale
però lui è stato invitato... che c'entra...
però ha partecipato a questo
errore per la seconda volta...abbiamo
fatto... incomp. ah».
D: ...inc...
R: «Ce lo faceva accusare a noi?».
D: «...inc... perchè quello poi Totore
proprio ha fatto incomp...».
R: «E mo mano, mano... inc... da
Emilio.... Emilio inc... però la Chiattona
riguardo al fatto per esempio
che è successo a noi l'altro ieri io l'-
ho schifata perchè non si fa i cazzi
suoi... però per esempio Linuccio invece...
Linuccio è mio cognato io lo
voglio bene, va bene Daniela ma noi
d'altronde quanti di noi ce la siamo
fatta con questo “Milan”. Con questo
Angioletto... tutto quanto è stato
sporadico qualche volta... l'unica
cosa che mi dispiace teniamo la casa
proprio attaccata a lui...».