martedì 16 novembre 2010

“Vedette” e narcos in contatto con le radio rice-trasmittenti

Per comunicare tra loro senza essere intercettati e senza dare
nell'occhio, i narcos del clan Lo Russo usavano i walkie talkie.
Mentre in genere gli spacciatori sono soliti comunicare tra loro
urlando da un capo all'altro della “piazza” di spaccio parole
convenzionali, soprattutto nomi di persona. Le indagini, che si
sono avvalse anche di microtelecamere piazzate nei punti
chiave, hanno chiarote che i narcos non venivano individuati
perché erano in costante contatto tra loro. nel periodo delle
indagini solo una decina di persone sono state catturate, ma per
possesso di piccole quantità di stupefacente, soprattutto
marijuana, crack e cocaina, di cui in totale sono stati sequestrati
600 grammi. Sequestrati anche, in più riprese, diecimila euro.
Dalle indagini è emerso anche che l'organizzazione di pushe
vicina ai Lo Russo si avvaleva di “vedette” per segnalare l'arrivo
delle forze di polizia e di spacciatori che sostavano in strada in
attesa dei clienti; all'occorrenza, però, i componenti della banda
(molti dei quali sono giovanissimi) si scambiavano i ruoli.
Quella di ieri è la seconda inchiesta che colpisce in pochi giorni
il clan capeggiato dai fratelli Lo Russo. Recentemente erano
stati arrestati numerosi altri affiliati oltre ad alcuni vigili urbani;
gli investigatori avevano
scoperto che il clan imponeva
nelle zone di Chiaiano e
Piscinola la tangente sulle
costruzioni abusive: quanti
volevano edificare senza avere
la concessione si rivolgevano a
ditte amiche dei Lo Russo,
pagavano una consistente
somma di denaro agli emissari
dei boss (parte del quale finiva
nelle tasche dei vigili corrotti)
e ottenevano la costruzione
chiavi in mano.