sabato 18 dicembre 2010

Omicidio Frattini, ergastolo a sei capoclan

Quasi trent’anni. Trent'anni per un
omicidio, per stabilire - per legge - chi
furono i mandanti e gli esecutori materiali
di una terribile vendetta. Quando
venne ammazzato, Giacomo Frattini
detto "Bambulella" aveva appena
compiuto 23 anni. Un giovane. Un giovane
che però aveva attirato sulla sua
testa tutto l'odio possibile, un giovane
che secondo la Fratellanza napoletana
- siamo nel pieno della guerra
tra la Nuova Famiglia e i cutoliani -
addirittura era stato tra i promotori
della strage del carcere di Poggioreale,
il 23 dicembre del 1980: approfittando
del caos venutosi a creare a
causa del terremoto, un gruppo di cutoliani
fece irruzione nel reparto degli
adepti del "professore" di Ottaviano, uccidendo varie persone. Un affronto. Un
"passo falso" che i nemici vollero ripagare con una punizione esemplare.
C'era chi avrebbe voluto crocifiggerlo davanti al Castello di Cutolo, chi invece
avrebbe voluto vederlo senza testa. Si decise per la decapitazione, sfruttando
l'affiliazione, nel clan, di un macellaio. Frattini venne torturato, poi gli
fu strappato il cuore. Al cadavere vennero mozzate la testa e le mani, e i pezzi
del corpo furono poi infilati nella sua auto, una Fiat 500 (nella foto in basso
a destra), insieme al cadavere ricoperto da lenzuola. La Fratellanza, guidata
all'epoca da Luigi "Lovegino" Giuliano, aveva ucciso e lanciato un messaggio.
Oggi per quel “messaggio” la Corte d’Assise ha condannato all'ergastolo
sei boss della malavita partenopea
e della provincia di Napoli. Nove
furono gli indagati, tra di loro anche
i pentiti che hanno permesso di
fare luce sul delitto datato 21 gennaio
1982 - si tratta di Luigi Giuliano "'o
rre" e di Pasquale Gatto - insieme a
Raffaele Abbinante, a Renato Cinquegranella,
a Paolo Di Lauro, a Mario
e Salvatore Lo Russo, a Rosario Pariante
e Luigi Vollaro il Califfo di Portici.
Proprio per Vollaro e per Salvatore
Lo Russo il pubblico ministero aveva
chiesto l'assoluzione. E invece le
condanne sono state pesantissime:
ergastolo per tutti, ergastolo per Paolo
Di Lauro, per Rosario Pariante, per
Raffaele Abbinante, per Luigi Vollaro
e per Salvatore Lo Russo. I due collaboratori
di giustizia, Giuliano e Gatto,
sono invece stati rispettivamente condannati a 16 e a 14 anni. Unica sorpresa,
l'assoluzione di Mario Lo Russo, difeso dall'avvocato Claudio D'Avino,
che è riuscito a dimostrare anche le minime contraddizioni del racconto dei
quasi 20 collaboratori di giustizia che hanno fatto luce sulla vicenda. La Procura
di Napoli aveva riaperto il caso a 27 anni dall’omicidio, ricostruendo il
movente. Le indagini, a suo tempo archiviate, erano state riaperte dopo che
Luigi Giuliano decise, nel 2002, di collaborare con la giustizia. Ricostruendo
la guerra di camorra tra la Nco e la Fratellanza delle famiglie cresciute nel
dopoguerra all'ombra dei siciliani, “Lovegino” ha permesso i fare chiarezza
e di archiviare, salvo “cambiamenti” in Appello, l’omicidio di “Bambulella”.
Articolo copiato dal giornale il  roma di Nadia Labriola..