mercoledì 26 gennaio 2011

Così Sarno fece ritrattare una testimone


di Fabio Postiglione
NAPOLI. Ciro Sarno detto “’o sindaco” era un boss spietato, il capo
incontrastato della cosca che porta il suo nome e che per anni, dopo quella strage per la quale è stato poi raggiunto da una ordinanza
di custodia cautelare, ha comandato non solo una parte di Napoli,
ma anche una buona parte della
provincia. Era questo ciò che accadeva a Ponticelli, nella zona a ridosso del regno di Mazzarella. Un
ras tanto potente che aveva la forza di imporre ad un testimone di
giustizia di tacere e di non accusare il suo acerrimo nemico Giovanni Minichini che, secondo le
voci del quartiere, era l’assassino
di Ferdinando Tranquilli, quest’ultimo eliminato il 3 marzo del 1990.
L’uomo fu ammazzato proprio per
vendetta dal clan Andreotti dopo
la strage del bar Sayonara e la vedova aveva visto i killer. Quei nomi
sparirono, nel giro di pochi giorni,
dai verbali dei pubblici ministeri,
perché ritrattò tutte le accuse. È il
giudice per le indagini preliminari, che ieri ha firmato gli ordini di
arresto, a descrivere questo passaggio, raccontando di quale percorso interiore è stato protagonista Ciro Sarno che racconta in prima persona quell’eccidio costato
la vita a vittime innocenti. «Sembra impossibile, ma il collaboratore di giustizia è lo stesso uomo che,
all’epoca dell’omicidio di Ferdinando Tranquilli, del quale era stato accusato il suo acerrimo nemico Giovanni Minichini, consiglia
alla vedova di ritrattare le sue accuse, perché non è quello il modo
di risolvere le questioni tra “uomini d’onore”. Il suo intervento porterà all’assoluzione del rivale. Questo era ‘o sindaco vent’anni fa». Secondo i magistrati un collaboratore attendibile e che conosce tanto
su tante circostanze e che è pronto a dare dei contributi importanti alla risoluzione di alcuni tra i più
efferati omicidi degli ultimi decenni. Nell’ordinanza di custodia
cautelare inoltre ci sono decine di
riferimenti ad altri delitti. Sono altri dieci gli omicidi ricostruiti dai
pentiti. Uno dei primi a fare i nomi è Giuseppe Sarno “’o mussillo”,
nell’interrogatorio del 16 giugno
del 2009. «Gli omicidi su cui posso riferire sono i seguenti: omicidio di “Gioacchino”, referente dei
Mazzarella per piazza Mercato, di
cui non so indicare il cognome;
omicidio di tale “Ciro”, anch’egli
uomo dei Mazzarella di piazza
Mercato; omicidio di Pasquale Palermo; l’omicidio di una persona di
Pozzuoli; questi sono gli omicidi
più recenti su cui sono in grado di
riferire. Per quanto riguarda gli
omicidi di cui sono responsabile
posso indicare quello di Ottaiano
Guido, ucciso da me personalmente. Vicenda per la quale già c’è
stato un processo da cui sono stato assolto. Altri omicidi su cui posso riferire sono: omicidio Colacicco Vincenzo; Tentato omicidio di
Caruana Fabio; omicidio di Vincenzo “Banana”; omicidio di un ragazzo ucciso lungo corso Malta.
Duplice omicidio di Altamura Luigi e del figlio; la strage al “Sayonara” di Ponticelli; un omicidio di tale “juary” consumato a Cercola;
omicidio di tale Tubelli consumato a Caravita; omicidio di Cuccaro
Salvatore; duplice omicidio di un
padre e di un figlio consumato a
Barra; omicidio di “padre pio”;
Omicidio di Castiello; omicidio di
Gitano».