mercoledì 19 gennaio 2011

Le prime dichiarazioni del killer pentito Carmine Cerrato

Era destinato nel tempo a diventare l'uomo di fiducia del boss Cesare Pagano,il suo primo cavaliere,tanta era l'ammirazione che Cesare Pagano provava nei confronti di Carmine Cerrato al punta da dargli in comodato uso due piazze di spaccio situate una nella zona di scampia e l'altra nella zona di melito.Erano inseparabili anche nella latitanza,condividevano lo stesso appartamento ubicato nel comune di mugnano,be appartamento poi,un complesso turistico munito di tutti i confort,piscina campi da tennis ristorante e chi piu' ne ha piu' ne metta.Una latitanza da re,da veri boss da veri uomini di rispetto,una latitanza e un'amicizia nella buona e cattiva sorte,erano come un tutt'uno Cesarino e Carminiello,il boss e il suo killer di fiducia inseparabili anche nella fuga.Ma qualcosa ando' storto nelle loro precauzioni per non farsi localizzare dalle forze dell'ordine che gli davano la caccia da un bel po',la sera del 3 marzo del 2010 la mobile venne a sapere dove si nascondeva il boss Cesare Pagano,furono convocati gli uomini migliori per preparare il bliz,tutto era pronto,ma quando i poliziotti entrarono in azione nella camera da letto trovarono solo il killer Carmine Cerrato,si sacrifico' per permettere a Cesare Pagano di fuggire per le campagne che circondavano il residence.Un'atto di fedelta' assoluto che ancora una volta dimostro' a Cesare Pagano che di Carmine Cerrato si poteva fidare,il suo killer mai e poi mai lo avrebbe tradito.Ma per Carmine Cerrato il carcere diventa giorno dopo giorno un golgota,il 41 bis lo piega definitivamente al punto da fargli confessare tutti i suoi crimini e di iniziare una piena collaborazione con la giustizia.La sua collaborazione con la giustizia inizia' proprio con l'indicare Cesare Pagano come il capo dei capi degli scissionisti,i traffici di droga e gli innumorevoli agguati durante la faida di scampia che vede proprio Cesare Pagano come mandante di un gran numero di omicidi.Si autoaccusa di 4 omicidi e del triplice omicidio di casavatore commesso da lui e da altre persone i cui nomi sono tenuti in gran segreto dagli investigatori per trovare i riscontri necessari a processarli.Oltre gli omicidi da lui commessi sta raccontando per filo e per segno i tanti agguati di camorra di cui e a conoscenza e commessi sempre dal clan degli scissionisti di secondigliano.L'ultima rivelazione importante l'ha fornia sull'agguato costato la vita a Ciro Reparato zio del collaboratore di giustizia Carlo Capasso e di Vittorio Iodice il 20 massacrato per ordine degli scissionisti per una banale lita tra Antonio Di Lauro e il figlio del ras oggi pentito Biagio Esposito.Ecco nei fatti cosa racconta Carmine Cerrato sull'omicidio di Ciro Reparato(L’alleanza tra i Sacco-Bocchetti e gli
scissionisti è nata grazie ad alcuni agguati che commisero per noi.
È stata sancita comunque con il
raid ai danni dello zio di Carlo Capasso. Raffaele Amato e Cesare
Pagano volevano cioè che i Sacco-Bocchetti commettessero un'agguato ai danni dei Di Lauro
quindi organizzarono un incontro
con i Di Lauro a cui andarono Antonio Di Lauro e Ciro Reparato.
Questi ultimi si fermarono con il
motorino un po’ più avanti del rione Berlingieri, dove c’era il vecchio Upim, e quando loro arrivarono, per essere condotti da Gennaro Sacco, Ciro Reparato venne
ammazzato mentre volontariamente non fu assassinato Antonio
Di Lauro».