venerdì 18 febbraio 2011

Arrestato il boss degli "scissionisti” Domenico Pagano

Non era stato ancora inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi, ma solo per una questione di tempo, Domenico Antonio Pagano, 44 anni, il boss degli "scissionisti" di Scampia arrestato questa notte dalla
squadra mobile. Per gli investigatori era il reggente del clan.
Al vertice dell'organizzazione Domenico Antonio Pagano era
stato proiettato dopo l'arresto del fratello Cesare e di
Raffaele Amato, capo dell'altro ramo degli "scissionisti"
avvenuto nella primavera del 2010.
Gli agenti della squadra mobile di Napoli, diretta dal
vicequestore Antonio Pisani, lo hanno arrestato in un modesto
appartamento nel centro di Cicciano, Comune dell'area nolana,
dove era nascosto, da solo, da una coppia di coniugi
incensurati. Per loro, al momento, c' è solo una denuncia per
favoreggiamento.
Negli ultimi 15 giorni, mentre la polizia stava stringendo il
cerchio sul suo nascondiglio, il boss non era mai uscito di
casa. "La sua non era una latitanza dorata - ha detto il capo
della della squadra mobile di Napoli - ma piena di difficoltà
per la pressione degli investigatori".
Sposato, padre di due figli che sono però estranei alla sua
attività, Pagano era salito al vertice degli "scissionisti",
ormai decimati dagli arresti, anche se ancora saldamente padroni
delle piazze di spaccio nel quartiere di Scampia, in seguito ai
vuoti apertisi negli ultimi tempi.
Le accuse per lui sono di traffico internazionale di droga ed
associazione per delinquere di stampo camorristico.
Stamattina a salutarlo all'esterno della Questura di Napoli
mentre veniva trasferito al carcere di Poggioreale c'era solo
uno sparuto gruppetto di parenti ed 'amicì del clan.
"Il suo arresto - ha detto Pisani - non altera gli equilibri
nello spaccio di droga a Scampia, dove gli scissionisti
mantengono il predominio". Il suo posto al vertice del clan
dovrebbe essere preso da Carmine Amato, nipote dei boss Elio e
Raffaele Amato, latitante all' estero dal maggio 2009.
Gli "scissionisti" di Scampia - secondo gli investigatori -
conterebbero ancora su una cinquantina di affiliati dopo la
decimazione subita nel 2009 con 109 arresti. Ma la gestione
delle piazze di spaccio a Scampia è affidata ad incensurati ed
a piccoli pregiudicati, a volte anche ad immigrati, e non agli
affiliati, che si limitano al controllo dell' attività.

Articolo copiato da il roma..