mercoledì 23 febbraio 2011

La morte di Francesco Feldi epurazione interna.

Molte sono le piste investigative tracciate degli inquirenti per risalire a mandanti ed esecutori del barbaro assassino avvenuto sabato a secondigliano dove e' stato massacrato Francesco Feldi (o'tufan).Gli assassini lo hanno sorpreso in via dello stelvio, nel rione berlingieri a pochi passi da casa sua,5colpi esplosi da killer esperti che non gli hanno lasciato scampo.Un'omicidio voluto molto probabilmente dal suo stesso clan,il carisma criminale e le ambizioni sul controllo del rione berlingieri sono stati le cause scatenanti dell'agguato,era temuto (o'tufan)il suo carattere e la sua voglia di supremazia poteva creare non pochi problemi agli assetti futuri che si stanno andando a deliniare a secondigliano.La sua carriera criminale inizia verso la fine degli anni 80 come braccio armato nel clan capeggiato da Luigi Esposito (nacchella)uomo di punta della famiglia licciardi della masseria cardone.Dopo lo smembramento del clan di Luigi Esposito per varie inchieste giudiziarie e contrasti interni Francesco Feldi resta comunque sempre fedele, e a disposizione della famiglia licciardi.Questo fino a tre anni fa quando insieme a Giovanni Cesarano-Gennaro Sacco e Ciro Bocchetti decide che e' arrivato il momento di scindersi dalla cosca dei licciardi creando un gruppo autonomo e indipendente capace di gestirsi da soli senza avere come punto di riferimento la masseria cardone.E' un colpo mortale per l'economia dei licciardi che si vedono sottrarre le zone di san pietro a patierno e il rione berlingieri,un tempo saldamente nelle loro mani,ma l'audacia e l'intelligenza dei licciardi e cosi' proficua che decidono di soprassedere. Si rendono conto del rischio che corrono se lo scontro si dovesse allargare coinvolgendo altri affiliati a loro fedeli, una guerra con morti a decine significa finire sotto i riflettori della magistratura,e c'e' i rischio concreto che il clan venga decapitato una volte per tutte.Quando tutto sembra andare per il verso giusto e gli obiettivi prefissati si stanno concretizzando iniziano i primi problemi.Se vogliono essere riconosciuti da tutta la malavita secondiglianese devono per forza interloquire con gli scissionisti del clan di lauro,ci pensa lo stratega Giovanni Cesarano che si incontra piu' volte con esponenti delle famiglie degli Amato-Pagano e nasce il nuovo cartello secondiglianese.Carmine Cerrato il killer di fiducia del boss Cesare Pagano passato a collaborare con la giustizia racconta che in queste riunioni si discusse spesso del fatto che se i Bocchetti-Feldi-Cesarano-Sacco volevano entrare in affari con gli Amato-Pagano come segno di amicizia e per siglare l'alleanza si dovevano impegnare a organizzare agguati mortali hai danni di affiliati e gregari del clan di lauro,in cambio avrebbero ricevuto come regalo anche la zona del perrone.E proprio Carmine Cerrato racconta dell'omicidio di Ciro Reparato affiliato al clan di lauro organizzato da Gennaro Sacco,Ciro Reparato venne attirato in trappola e ammazzato in una traversa di via degli astronauti nel quartiere di secondigliano.Fu l'agguato che firmo' la pax camorristica tra i due schieramenti,la zona del rione berlignieri da questo momento e gestita esclusivamente dai fratelli Feldi per conto di Gennaro Sacco.E proprio questo molto probabilmente e' costato la vita a Francesco Feldi,tutto questo infatti accade 3 anni fa,poi successivamente viene ammazzato dal suo stesso clan Gennaro Sacco e il figlio Carmine,Giovanni Cesarano Finisce in galera,il clan Bocchetti viene decapitato da un bliz della mobile,tre dei quattro fratelli Feldi si trovano in prigione,rimane solo Francesco a cercare di mantenere intatta la sua leadership.Nella situazione attuale il rione berlingieri e' diviso come e' sempre stato in due,da un lato ci sono gli scissionisti Amato-Pagano che come referente di zona ci hanno piazzato De Vita Antonio,dall'altra c'e' quello che rimane del clan Feldi-Cesarano-Sacco-Bocchetti che come referente avevano proprio Francesco Feldi,anche se alla fine tutta l'organizzazione si rispecchiava in un unico clan.Ma la chiave di lettura per capire realmente chi ha deciso L'agguato hai danni di (o'tufan)va sicuramente cercata in queste alleanze,strategie che quasi sempre non trova tutti concordi.Francesco Feldi aveva alle spalle un passato criminale di tutto rispetto,era temuto e rispettato da tutti coloro che lo conoscevano,la sua ambizione non conosceva limite e forse proprio la voglia di mettersi a capo da solo alla guida del rione berlingieri gli e' costata chiara.Nel clan degli Amato-Pagano se ne possono trovare a decine di queste logiche criminali,danno spazio a persone che si sono dimostrate valide ma appena azzardano un qualsiasi profitto personale vengono ammazzati senza pieta'.Comunque resta il rammarico e la tristezza per questo padre di famiglia ammazzato in modo barbaro e vile.E di oggi la notizia che i familiari tramite il loro legale hanno inviato una lettera al giornale il roma per ribadire che il loro caro congiunto non era un affiliato a nessun clan,l'agguato secondo loro sarebbe da attribuire all'invidia che in molti avevano nei confronti di Francesco Feldi.Non resta che avere rispetto nella lettera e nelle parole della famiglia Feldi sperando che almeno abbiano giustizia.