martedì 29 marzo 2011

Anoressia e crisi depressive per Vincenzo Di Lauro ricoverato d'urgenza in una struttura ospedaliera

Periodo terribile per Vincenzo Di Lauro il rampollo secondogenito di Paolo Di Lauro,era detenuto da quasi tre anni al 41bis per reati associativi,un' isolamento asettico il suo guardato a vista 24ore al giorno con la luce della celletta sempre accesa.Eppure era sereno,sapeva che entro pochi mesi il suo debito con la giustizia era saldato,aveva scontato interamente l'intera pena inflitta dalla prima corte d'assise di napoli.Ma proprio quando tutto sembrava passato ecco l'ennesima tegola giudiziari che si abbatte come una scure sul suo capo come normalmente succede per quasi tutti i detenuti per reati associativi o legati alla camorra.
Una nuova ordinanza di custodia cautelare per reati che vanno dalla truffa alla ricettazione e associazione a delinquere lo minano sia nel fisico che nella mente.Cade in una grave forma depressiva e anoressica che in poco piu' di un mese lo porta quasi al suicidio.Ora e' ricoverato in una struttura ospedaliera segreta guardato a vista 24 ore al giorno per precauzione e scongiurare ulteriori tentativi di suicidio.Oltre la mente ne sta soffrendo anche il fisico,basta pensare che e' arrivato a pesare 40kg per un metro e ottanta di altezza.Una larva umana in attesa di sepoltura e stato il commento dei suoi legali che subito si sono avvalsi della consulenza di due periti medici per valutare la gravita' del suo stato di saluto e la conseguente incompatibilita' con il regime carcerario a cui e' sottoposto.Sta male,non se l'aspettava questa ennesima mazzata giudiziaria,si sente un perseguitato e per questo e caduto in questa profonda crisi depressiva.E' alimentato tramite una flebo,occhi persi nel vuoto e immobile nel suo letto,comunque ancora una volta si deve fare un plauso a la polizia penitenziaria per la sua professionalita' e grande umanita' che non lascia mai soli i detenuti a loro affidati anche se si tratta di boss killer o semplici affiliati.