venerdì 1 aprile 2011

Faida, chiesti undici ergastoli

Donne uccise e uomini bruciati vivi in una faida durata tre anni con oltre 20 omicidi. Per sicari e mandanti di sette di quegli agguati consumati nel corso della cosiddetta “faida” di Mugnano, il pm ha chiesto 11 ergastoli. Era la guerra tra clan scatenata negli anni Novanta dai Di Lauro contro i Ruocco per il controllo dei traffici illeciti della zona. Il massimo della pena è stato invocato, tra gli altri, per i ras del narcotraffico di Secondigliano, Paolo Di Lauro, Raffaele Amato, Raffaele Abbinante, suo fratello Guido, Rosario Pariante e Tommaso Prestieri, il boss con la passione per la pittura e la letteratura. Tra gli omicidi ricostruiti ci sono quelli di due donne: quello di Elena Moxedano, moglie di Sebastiano Ruocco, fratello del capoclan Antonio, avvenuto il 19 ottobre del 1991; e quello di Angela Ronga, madre di Antonio Ruocco detto "'o capececcia", poi passato a collaborare con la giustizia. Nel processo anche il truce delitto di Alfredo Negri, che fu torturato in una cantina e bruciato vivo il 27 luglio del 1992.Dunque periodo bruttissimo per i boss della camorra secondiglianese che anche se si fanno difendere da legali con cognomi storici del foro napoletano poco possono di fronte alla scure della giustizia che si abbatte con violenza sulle teste dei capi camorra.