venerdì 15 aprile 2011

Napoli: torna la faida di Secondigliano sgarro al clan Di Lauro, ucciso emergente

Un pregiudicato di 29 anni, Antonello Faiello, è stato ucciso ieri sera, poco prima delle 21, a Corso Italia, a Secondigliano. L’uomo viaggiava su una moto Honda Transalp insieme a un altro pregiudicato, il trentacinquenne Luigi De Lucia, quando è stato raggiunto da alcuni proiettili esplosi da ignoti. Faiello è morto sul colpo, mentre De Lucia è rimasto ferito alla spalla e all’inguine ed è stato trasportato all’ospedale San Giovanni Bosco. Non sarebbe in pericolo di vita.


Entrambi gli uomini sono legati al clan Di Lauro. Faiello era ritenuto un elemento di spicco dell’organizzazione camorristica: indagato per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco aggravato dal metodo mafioso, nonché per favoreggiamento alla latitanza di Marco Di Lauro, attuale capo del clan, era stato arrestato a dicembre a Catanzaro, dove si era recato per fare visita al padre Giuseppe, detenuto in Calabria con l’accusa di essere un corriere della droga incaricato di rifornire di hashish il mercato catanzarese.

Singolari le modalità dell’arresto: i carabinieri, che avrebbero dovuto fermarlo a Napoli, avevano accertato che il 29enne era partito alla volta della Calabria per incontrare il genitore. E così avevano deciso di aspettarlo a Catanzaro, direttamente all’interno del penitenziario di Siano, dov’era stato rinchiuso in una cella vicina a quella del padre. Da pochi giorni era uscito dal carcere.
De Lucia è il nipote di Lucio, ucciso il 22 marzo 2007, cugino di Ugo De Lucia, considerato uno dei più spietati killer del clan Di Lauro, all’ergastolo per l’omicidio della 22enne Mina Verde, la 22enne dedita al volontariato, sequestrata, interrogata e carbonizzata perché ritenuta custode del covo di alcuni ras scissionisti.

Sono gli uomini d’oro del cuore di Secondigliano, in un’organizzazione capace di macinare incassi anche da altri indotti criminali. Falso, estorsioni, ma anche il calcio scommesse. Già il calcio scommesse, fenomeno mai scomparso del tutto qui a nord di Napoli. Puntate sul calcio minore, sulle partitelle settimanali, organizzate in un bar interno al feudo di Secondigliano, secondo quanto era venuto a galla alla fine del 2010 dall’ultima mossa investigativa contro la camorra che conta. Indagini condotte dal comando provinciale dei carabinieri del colonnello Mario Cinque e dal reparto operativo guidato da Giancarlo Scafuri. Agli atti i pentiti di ultima generazione, quelli cresciuti accanto (o contro) Marco Di Lauro.