giovedì 26 maggio 2011

Arrestato il boss Giuseppe Dell'Aquila, ricercato dal 2002: è il cognato di Contini

.Arrestato dalla sezione catturandi della Squadra Mobile di Napoli con personale del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, Giuseppe Dell'Aquila, 49 anni, era ricercato dal mese di luglio del 2002, essendosi
sottratto all'esecuzione di un ordine di carcerazione di due
anni disposto dalla Procura Generale della Repubblica di Napoli
in seguito a una condanna inflittagli per i reati di rapina e
porto abusivo di armi da sparo.
Dell'Aquila era ricercato, inoltre, in quanto destinatario di
un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a carico di
12 affiliati al clan Mallardo dal Gip presso il Tribunale di
Napoli nel marzo del 2010 su richiesta della Direzione
Distrettuale Antimafia per i reati di associazione a delinquere
di stampo mafioso e reimpiego di capitali illeciti.
In base alle indagini, il clan Mallardo, di cui viene
ritenuto elemento apicale, aveva assunto il controllo delle
attivita' economiche in diverse cittadine del sud pontino
(Terracina, Sabaudia, Fondi, Lariano e Anzio), anche attraverso
la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e
commerciali, in particolare il settore edilizio.
Giuseppe Dell'Aquila è cognato dei
boss Eduardo Contini, che controlla il quartiere napoletano del
Vasto, e Francesco Mallardo, capo dell'omonima cosca di
Giugliano, la terza città della Campania: i tre hanno infatti
sposato tre sorelle.
Dopo la separazione dalla moglie, tuttavia, Dell'Aquila ha
avviato una relazione con Patrizia Giuliano, sorella dell'ex
capoclan di Forcella, Luigi, oggi collaboratore di giustizia.
Condannato per associazione camorristica, il latitante catturato
questa mattina era diventato, secondo gli investigatori, un
importante punto di riferimento per gli affiliati al clan
Mallardo; controllava la zona di Varcaturo, dove si trova la
villetta in cui si nascondeva, che rientra nel Comune di
Giugliano ma che è molto vicina al territorio controllato dal
clan dei Casalesi.
Nell'abitazione, Dell'Aquila aveva trovato rifugio da alcune
settimane, come hanno confermato alcune intercettazioni
ambientali; da lì dettava le linee guida per il clan Mallardo,
recentemente colpito per l'arresto del boss Feliciano. Il
latitante era molto cauto: non usciva mai e aveva cura di tenere
sempre chiuse le spesse tende. Alla cattura si è giunti al
termine di una lunga attività investigativa coordinata dai pm
Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e Catello Maresca, della
Dda.
Giuseppe Dell'Aquila, soprannominato 'Peppe 'o ciucciò, è un 'boss' potente, scaltro e per moltissimi anni rivelatosi imprendibile dalle forze
dell'ordine. È ritenuto uno dei fondatori della cosiddetta
'Alleanza di Secondiglianò, un cartello di famiglie
camorristiche che negli anni '80 dominò la scena criminale
della città, dopo aver inscenato una lunga, sanguinosa guerra
con altre bande criminali.
Cresciuto all'ombra della potente famiglia dei Mallardo di
Giugliano in Campania, acquistò in poco tempo la fama di boss
emergente che partecipava a tutte le riunioni decisionali.
Divenne ben presto punto di riferimento anche del clan Contini,
alleato dei Mallardo.
Alla fine degli anni '80 la sua influenza all'interno della
coalizione di clan era tanta che, come racconta un pentito, per
sua intercessione ottenne che i Giuliano - Patrizia Giuliano,
sorella del 'boss' di Forcella, Luigino era la sua compagna -
non fossero sterminati dal gruppo Mallardo-Contini-Licciardi che
avevano costituito l'Alleanza di Secondigliano.
Uscito dal carcere nel 2001, si diede alla latitanza nel
luglio dell'anno successivo quando nei suoi confronti la
magistratura emise un provvedimento di arresto in quanto doveva
scontare una pena residua.
Le forze dell'ordine sono state più volte sul punto di
catturarlo ma in più di una circostanza Dell'Aquila è riuscito
a sfuggire alla cattura con fughe rocambolesche. Nell'aprile
2009 era nascosto a Giugliano in Campania, ma quando gli agenti
arrivarono nel suo nascondiglio, lo aveva lasciato da poche ore.
Nell'agosto successivo era a bordo di una lussuosa imbarcazione
ormeggiata nelle acque del porticciolo di Mergellina. Per
sfuggire alle forze dell'ordine che lo braccavano, si lanciò
dalla barca e si dileguò a nuoto.
Si nascondeva nella villetta di Varcaturo da una quindicina di giorni Giuseppe Dell'Aquila, il boss latitante da nove anni arrestato oggi all'alba dalla polizia. Gli investigatori prima di entrare in azione hanno
tenuto d'occhio a lungo l'abitazione, ma non avevano la certezza
che all'interno vi fosse lui: il cortile della villa, infatti,
era stato coperto con tettoie che vanificavano gli appostamenti.
Dell'Aquila, che il capo della squadra mobile Vittorio Pisani ha
definito ''il piu' carismatico dei boss cittadini'', conduceva
una vita molto sobria: stava sempre da solo e utilizzava una
vecchia Fiat Punto.
Al momento dell'irruzione, il ricercato ha chiuso con un
catenaccio la porta principale della villetta, per ritardare
l'intervento della polizia, e ha cercato di uscire dalla porta
blindata del retro, che da' su una vigna: il tentativo di
fuggire, pero', non gli e' riuscito. Perquisendo la casa, dotata
di quattro telecamere a circuito chiuso, gli agenti hanno
trovato capi d'abbigliamento griffati e champagne in
frigorifero. Negli ultimi tempi della sua latitanza, Giuseppe
Dell'Aquila, a causa della stima di cui gode tra gli affiliati a
quasi tutti i clan camorristici, era stato chiamato a dirimere
contese tra gruppi rivali.