venerdì 8 luglio 2011

Stanato Diego Norcaro, boss dei Casella


Era sfuggito al blitz dei carabinieri contro il clan Casella del quartiere Poggioreale, storicamente federato con i Sarno di Ponticelli, che aveva portato
all’arresto di 10 indagati. Ma la latitanza di Diego Norcaro, 28enne napoletano di via Giulio da Maiano, è durata poco: appena otto giorni. L’altro ieri
sera il ricercato è stato stanato in un appartamento di Villaricca, nel Giuglianese, dove aveva trovato rifugio grazie all’aiuto di un incensurato della
zona. Diego Norcaro non è considerato dagli stessi investigatori dell’Arma
un affiliato al clan Casella, ma un fiancheggiatore di spicco. Tanto che il clan,
secondo l’accusa e fermo restando la presunzione d’innocenza fino a eventuale condanna definitiva, il clan gli aveva affidato la gestione della piazza
di spaccio nel rione Luzzatti a Poggioreale.  I militari lo hanno bloccato nella tarda serata di mercoledì, in un parco giochi sulla Circumvallazione esterna, dove si era nascosto dopo che era riuscito a sottrarsi alla cattura lanciandosi da una finestra di un’abitazione in via Fermi a Villaricca. Lì era ospite di un incensurato, denunciato per favoreggiamento.
Dodici mila euro al mese per continuare a tenere aperti gli “scassi” di via De
Roberto, nel quartiere Poggioreale. E poi altre estorsioni a imprenditori e piccoli commercianti del Rione Luzzatti, pochi dei quali hanno avuto il coraggio di ammettere le pressioni. Infine, le piazze di spaccio a Ponticelli gestite da affiliati a entrambi i clan. Ecco la sintesi dell’accordo tra i Casella e i
Sarno, in vigore tra novembre 2008 e aprile del 2009, firmato dai boss Vincenzo Sarno e Domenico Casella detto “Mimmuccio”. Un periodo ben monitorato dai carabinieri e dalla Dda, la cui inchiesta si è condensata in 11 ordinanze di custodia cautelare: tutte eseguite dopo l’arresto di Norcaro.
Le indagini dei militari della compagnia Poggioreale (guidati dal capitano
Ribaudo), coordinate dal pm della procura antimafia Ribeira, hanno permesso
di accertare che i titolari di quasi tutti gli “scassi” di via De Roberto erano costretti a versare una quota ai clan Sarno e Casella. Per i primi il referente era
Vincenzo Cece detto “’o puorco”, luogotenente storico del gruppo di Ponticelli; per i secondi agiva Antonio Visone “o’ tubb”. Entrambi destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare, notificata anche a Patrizia Ippolito “a’ patana” in località segreta e protetta. E’ infatti la moglie di Vincenzo Sarno, nel
frattempo diventato collaboratore di giustizia, denunciato a piede libero proprio per lo status giuridico in cui si trova. Stesso motivo per il quale ha evitato l’arresto pure Ciro Esposito “’o tropeano”.
L’inchiesta ha ricostruito gli accordi tra i Sarno e i Casella, monitorando anche singole vicende in cui si sono aggiunti i Contini del Vasto-Arenaccia.
Per cui, a seconda delle varie posizioni, gli indagati rispondono di associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione aggravata e spaccio di sostanze stupefacenti.