martedì 10 aprile 2012

Ecco chi uccise Giuseppe Pica


Erano stati costretti ha risarcire il clan di Lauro per una rapina commessa pochi anni prima.Luigi Magnetti insieme a Luigi Giannino si erano messi a rapinare i commercianti di via Dante e del corso Italia,amici sia dei di Lauro che degli scissionisti.Gli scissionisti chiedevano con insistenza di convocare una riunione con Marco Di Lauro per capire la posizione dei di Lauro e per scoprire cosa c'era dietro queste rapine,tutte in danno a commercianti vicini ai clan.Marco di Lauro era furioso con gli affiliati che ancora non erano riusciti a capire chi all'interno del clan rapinava questi commercianti,per questo aveva incaricato Giuseppe Pica il suo portavoce e capopiazza del rione dei fiori,di mettere a ferro e fuoco la zona della venella grassi e scoprire chi stava disobbedendo agli ordini del clan.Con il suo carisma e il suo carattere autoritario in meno di una settimana Giuseppe Pica venne a sapere che a commettere soprusi e rapine nella zona di via Dante erano Luigi Giannino e Luigi Magnetti,che senza il consenso del clan di Lauro si erano messi a rapinare e a fare estorsioni per conto loro.Vennero picchiati e costretti a risarcire il clan di Lauro che nel frattempo aveva restituito i soldi a tutti i commercianti rapinati,Giuseppe Pica andò anche oltre consigliando a Marco di Lauro di gambizzarli o mandarli via da secondigliano.Nel frattempo Marco Di Lauro aveva mandato a dire a Raffaele Amato il capo degli scissionisti che la faccenda era chiusa e che il clan di Lauro aveva provveduto a risarcire i commercianti e che rapine come quelle non sarebbero più accadute,messaggero fu un affiliato dei di Lauro detto quagliarella per la sua somiglianza con il calciatore.Da quel momento in poi Luigi Magnetti e Luigi Giannino furono sempre trattati in malo modo da Giuseppe Pica che non si risparmiava su nulla.Più il tempo passava più l'odio nei confronti di Giuseppe Pica aumentava,erano svegli Luigi Giannino e Luigi Magnetti appena vent'enni,pur di ammazzare Giuseppe Pica erano pronti a passare con gli scissionisti E gestirsi loro la piazza di spaccio della venella grassi,miniera d'oro rimasta dopo la faida di scampia saldamente nelle mani dei di Lauro.Una piazza di spaccio la venella grassi in grado di fatturare anche 150.000mila euro al giorno.E i ragazzi della venella grassi cavalcavano il malcontento per i pochi spiccioli guadagnati su una piazza gestita interamente da loro,anche se poi il guadagno andava tutto interamente alla famiglia di Lauro.Fu così che Luigi Magnetti Luigi Giannino e Rosario Guarino decisero di contattare i capi degli scissionisti per affiliarsi al loro cartello,come prova di fedeltà e per essere ammessi nel clan oltre ad abbandonare i di Lauro si impegnarono a massacrare tutti gli esponenti di rilievo rimasti ancora attivi nel clan di Lauro,uno tra tutti Giuseppe Pica che Sara la prima vittima di questa nuova guerra fratricida.
Quella notte dormirono pochissimo Luigi Giannino e Luigi Magnetti,erano tesi ma contenti di cacciare via tutto quel rancore represso nel tempo,finalmente la loro vendetta era pronta,bisognava solo servirla,massacrare Giuseppe pica.Entrambi indossavano tute da ginnastica e calzavano scarpette sportive,cappelli con visiera e lo scooter pronto,il mitico sh300 mezzo favorito insieme al tmx per commettere agguati.Si erano organizzati alla perfezione,Giuseppe Pica andava massacrato fin dentro il rione dei fiori,sfidando chiunque malauguratamente si fosse messo di traverso.Luigi Giannino era il guidatore mentre Luigi Magnetti occultava sotto la felpa la mitraglietta scorpion.Erano pronti,nessuno li avrebbe fermati,Giuseppe Pica come sempre era mattiniero,infatti era lui Ha organizzare i turni delle varie piazze di spaccio.Quella mattina si trovava vicino al bar all'interno del rione dei fiori a pochi passi dal comune,con lui oltre i soliti affiliati c'erano i suoi due guardaspalle tra cui un certo Damiano armato di pistola.Tutto si svolse in pochissimo tempo,una manciata di minuti,arrivarono solo scooter Luigi Giannino e Luigi Magnetti che con la mitraglietta ben in vista incomincio a sparare.Fu il fuggi Fuggi generale,scapparono tutti,anche killer di prima grandezza dei di Lauro se la diedero a gambe,Giuseppe Pica forse per la paura ritardo' la corsa,rimase stupito nel vedere cutaletta e o mocill entrare armati con tanta audacia fin dentro il terzo mondo.Quando realizzo' che il vero obiettivo era lui cerco di scappare facendo il giro dell'edificio,per entrare in quei portoni di ferro fatti costruire apposta in caso di blitz o di agguato.Erano tutti chiusi,ma successe una cosa assurda che forse ha a che fare con il destino o la fatalità.Mentre Luigi Magnetti lo puntava nell'istante di premere il grilletto la mitraglietta si inceppo',nel caos e nella fuga il guardaspalle di Giuseppe Pica Damiano aveva perso la pistola,e proprio con quella pistola Luigi Giannino la raccolse e sparo un solo colpo in faccia a Giuseppe Pica ammazzandolo sul colpo,oltre che sfugurarlo.Ammazzato con la pistola del suo guardaspalle,una fatalità che salvo sicuramente la vita a Luigi Giannino e Luigi Magnetti che subito dopo l'agguato se ne andarono soddisfatti e più leggeri abbandonando odio e rancore repressi per anni.Con questo omicidio fu siglato l'accordo e l'affiliazione con gli scissionisti,oltre che la nuova guerra tra i girati e i di Lauro.C'e da dire che i di Lauro sapevano perfettamente che Luigi Giannino e Luigi Magnetti stavano passando nelle fila degli scissionisti,tra i di Lauro erano già pronti Mario Buono Carlo Capasso Raffaele Musolino Antonello Faiello e Nunzio Talotti per frenare sul nascere le mire espansionistiche di Giannino e Magnetti,ma stranamente Giuseppe Pica li fermo' aspettando che l'ordine arrivasse direttamente da Marco Di Lauro prima di intraprendere qualsiasi decisione.Una fedeltà e una disciplina nei confronti del boss che costarono la vita oltre che a Giuseppe Pica,a tanti altri affiliati.

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