lunedì 25 giugno 2012

Caccia a chi ha ”nascosto” Magnetti


Dove si è nascosto il fuggitivo nel corso di questi due mesi di latitaza? Chi
gli ha dato una mano? E soprattutto, in che modo ha messo a disposizione
il proprio tempo a favore del suo clan di riferimento? Ancora: cosa stavano
decidendo i soldali del gruppo criminale nel corso del summit durante il quale il latitante è stato scovato e tratto in arresto? Sono tutti interrogativi, questi, che aspettano una risposta dal lavoro investigativo della polizia che ha
avviato un'inchiesta più approfondita. Ma ecco che cosa era accaduto: la
polizia l'altra sera aveva interrotto un summit di camorra ed aveva arrestato il latitante sfuggito a 2 catture negli ultimi 6 mesi. La prima volta riuscì a
scappare il 26 gennaio e poi il 29 marzo scorso ma, nel tardo pomeriggio di
venerdì, Fabio Magnetti, di 23 anni, era stato finalmente arrestato dagli agenti del commissariato di polizia Secondigliano.
Il latitante, infatti, era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in
carcere per concorso in associazione per delinquere di tipo mafioso, aggravato dal metodo mafioso. I poliziotti lo hanno arrestato nel corso di un summit di camorra, all’interno di un’abitazione di un pregiudicato, nel rione Berlingieri. Inutile il tentativo di far fuggire il giovane in un nascondiglio segreto, ricavato in un tunnel da cui si poteva accedere dal terrazzo attraverso
una porta in ferro, previa apertura grazie un pulsante. Magnetti, facente parte di un gruppo criminale in espansione denominato “Vannella Grassi”, così come altri pregiudicati e fedeli seguaci, si legò dapprima al clan Di Lauro
e, successivamente,  a seguito della faida, si legò con gli Scissionisti  del
Clan Amato-Pagano, motivo per il quale tutti gli aderenti furono soprannominati i “Girati”, formando così una nuova associazione “Magnetti-Petriccione”, decapitata lo scorso gennaio. I poliziotti oltre a Magnetti nel corso
del blitz del pomeriggio di venerdì avevano arrestato, perché responsabili
del reato di favoreggiamento i pregiudicati: Luca Di Pinto, di 26 anni, Joanderson Monaco, 26anni, Giuseppe Mele, 35 anni e Vincenzo Esposito, di 57
anni, conosciuto come “'o porche”. “’O mocillo”, all’anagrafe Fabio Magnetti,
pensava di essere al sicuro, ma non è stato così: Magnetti, lo ricordiamo, era
destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare susseguente a un decreto di fermo della Dda del 26 gennaio scorso. Il provvedimento restrittivo riguardava 10 indagati, dei quali quattro già detenuti e sei da catturare. Quel
giorno i carabinieri del Nucleo investigativo, autori delle indagini, ne presero tre e nei mesi seguenti altri due. Dopo l’operazione di venerdì della polizia, uno solo deve essere ancora assicurato alla giustizia: Rosario Guarino.
Gli uomini del vice questore Cristiano hanno concluso il blitz intorno alle 19.
Inutilmente qualcuno ha tentato di far fuggire Fabio Magnetti per un nascondiglio segreto,  ricavato in un tunnel da cui si poteva accedere dal terrazzo attraverso una porta in ferro, previa apertura con un pulsante. “O’ mocillo”, indicato dalla procura antimafia come il numero due sul territorio del
gruppo della “Vinella”, non ha potuto far altro che buon viso a cattivo gioco.
Ora si trova dietro le sbarre, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.