sabato 23 giugno 2012

Gruppo autonomo con “amicizie” importanti a Napoli e provincia


L’ultima volta era stato arrestato nel 2008, quando assieme
ad altri quattro “specialisti” di una
“batteria di barresi” aveva tentato
di portare a termine un colpo in un
ufficio postale di Milano. Ma il boss
Franco Gaiola “’o fachiro” era soprattutto un “uomo d’onore alla
vecchia maniera”. Assieme al fratello minore Salvatore, arrestato nel
2007 per possesso di armi, negli anni Ottanta creò un gruppo autonomo rispetto agli Aprea, forte anche
della parentela con i Celeste e con
Minichini, altri due gruppi di camorra di Barra.
Era il 27 febbraio del 1998 quando
la latitanza di “Franchetiello ‘o fachiro” finì dopo 5 lunghi anni. Il
boss di corso Sirena fu stanato a
Cerenova, nei pressi di Civitavecchia, dai carabinieri che lo avevano individuato qualche mese prima. Il blitz scattò dopo tre mesi di
serrate indagini e pedinamenti, era
inseguito da provvedimenti restrittivi con le accuse di associazione a delinquere di stampo camorristico, omicidio, ed estorsione.
Il 2 dicembre del 2008, dopo che
era tornato libero da qualche mese, Franco “’o fachiro” fu arrestato
ad Afragola dopo il colpo nell’ufficio
postale di Milano. I malviventi, tutti di Barra, erano andato la domenica prima a vedere la partita di
calcio Inter-Napoli e poi si erano intrattenuti. Lunedì erano entrati in
azione portando via oltre 34mila euro, 500 buoni postali fruttiferi in
bianco, 50mila francobolli di posta
prioritaria e altro materiale, poi tutto recuperato. La banda fu bloccata ad Afragola dai carabinieri quando stava rientrando a Barra.
Il 2 dicembre del 2007, invece, era
toccato a Salvatore Gaiola finire
dietro le sbarre. Il pluripregiudicato, infatti, fu bloccato dalla polizia
dopo che era entrato in un bar di
via delle Repubbliche Marinare armato di una micidiale pistola. Salvatore “’o fachiro” venne arrestato
proprio mentre sorseggiava un caffè al bancone del bar. Nella cintola
aveva una pistola semiautomatica
calibro 9 luger marca “Cbc” e nella manica del maglione un guanto
in lattice. Un poliziotto del commissariato San Giovanni-Barra, libero dal servizio, lo riconobbe, vide
che era armato e allertò i colleghi,
che lo arrestarono poco dopo. Il padre e un altro fratello dei Gaiola furono ammazzati nel 1978 e nel
1979