lunedì 25 giugno 2012

Le tensione e la lunga scia di sangue


Sono tre gli omicidi finiti sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti
nell'ambito delle due inchieste coordinate dalla Dda di Napoli. Tre feroci
esecuzioni che sono state svelate solo grazie al fattivo apporto dei collaboratori di giustizia, tra cui gli stessi
fratelli Sarno, ai quali si sono aggiunti di recente Nunzio Grande “Nunziello” e Vincenzo D’Ambrosio “’o presidente”. I primi due omicidi sono
quelli di Oreste Russo, vicino al clan
Mazzarella, e di Gennaro Perrotta, fedelissimo dei D’Amico nonché uno
dei killer di Russo. Un clamoroso botta e risposta, quindi, tutto interno al
clan Mazzarella-D’Amico. In pratica,
il 27 aprile del 2001. Russo fu ammazzato da Perrotta e da Salvatore Autore,
su mandato di Gennaro e Salvatore D’Amico, perché si era permesso di dire che “Gennarella” era un confidente della polizia. La risposta dei Mazzarella
arrivò il 28 luglio del 2001 con l’agguato contro Gennaro Perrotta. Per
questo delitto sono considerati esecutori Antonio D’Amico e Michele
Atonna mentre i mandanti sono Giuseppe e Luciano Sarno, mentre il boss
delle “case nuove” Gaetano Vatiero,
reggente del clan Caldarelli, aveva dato il suo assenso all'agguato, per dare «soddisfazione a Vincenzo Mazzarella che si era risentito per l'omicidio
di Oreste Russo». E, infine, il delitto
più recente, quello ai danni del ras
Salvatore Tarantino (nella foto la scena del delitto), ferito in un agguato nel
Lotto “0” di via Cleopatra a Ponticelli la mattina del 25 novembre del 2009
e morto il giorno dopo. Tarantino, che stava riorganizzando il clan Sarno, fu
ucciso da Ciro Minichini “Cirillino” mentre i mandanti sono Teresa De Luca
Bossa e Andrea Andolfi del clan Cuccaro di Barra.