sabato 23 giugno 2012

Torna la mattanza dei clan: due morti


. Travestiti da operai dell’Asia,
sarebbero arrivati da Secondigliano o
dai comuni vicini i due killer che ieri
mattina hanno crivellato di colpi un
28enne incensurato, secondo gli investigatori bersaglio dell’agguato costato la vita anche a uno storico ras di
Barra. Ed è soprattutto sulla base di
questa ricostruzione che si stanno
muovendo gli investigatori della polizia per risalire ai responsabili del duplice omicidio di Ciro Abrunzo “’o cinese”, che aveva amicizie nel gruppo
Abete degli scissionisti, e di Franco
Gaiola “’o fachiro”, 58enne sostanzialmente autonomo rispetto ai clan del
quartiere orientale. Sullo sfondo ci sarebbe la guerra interna alla galassia
camorristica degli Amato-Pagano, ma
non viene esclusa una possibile ripresa delle ostilità a Barra.
Franco Gaiola e Ciro Abrunzo intorno
alle 11 e 30 di ieri si intrattenevano nei
pressi del cortile del palazzo in cui abitava il secondo, sul corso Sirena. Gli
assassini sono giunti a bordo di un’autovettura, a volto scoperto e con addosso le casacche arancione dell’Asia.
Sono scesi e hanno aperto il fuoco soprattutto contro il 28enne: la polizia lo
desume dalla circostanza che il corpo
del giovane è stato crivellato dai colpi
di pistola mentre solo due proiettili
hanno centrato mortalmente “’o fachiro”, al torace e a una gamba. Inutilmente il 58enne ha cercato riparo all’interno dell’edificio mentre l’altro si
è accasciato sul lato opposto della carreggiata: pur ferito, aveva tentato
un’impossibile fuga. Il cadavere è stato ritrovato accanto ad una motocicletta.
Il tremendo raid di camorra è stato fulmineo. Corso Sirena è generalmente
affollato, soprattutto di mattina per la
presenza di negozi a buon mercato.
Ma al loro arrivo, i poliziotti del commissariato
San Giovanni-Barra, dell’Upg e della
Squadra Mobile della
Questura
non hanno
trovato persone disposte a collaborare: solo familiari e amici delle vittime particolarmente infuriati. Tanto che si sono vissuti momenti di forte tensione, con alcuni congiunti che volevano più rapidità nel rimuovere i corpi. Poi la zona
è stata blindata e la situazione con il
passare delle ore è diventata meno incandescente. Gli investigatori, con il
supporto della polizia scientifica, hanno trovato e sequestrato 12 bossoli calibro 7 e 65 e 9x21: dieci affianco al corpo di Abrunzo, due vicino a Gaiola. A
dimostrazione che a sparare sono state due pistole, circostanza che ha fatto in un primo momento persino ipotizzare che si sia verificato un conflitto a fuoco tra le vittime. Negli uffici
della Omicidi della Mobile (dirigente
Andrea Curtale, vice questore Fulvio
Filocamo) e del commissariato San
Giovanni-Barra (dirigente Pietro De
Rosa) ci credono poco, ma per eliminare ogni
dubbio su entrambi è stato eseguito
l’esame dello
Stube. Indizi
utili alle indagini vengono
cercati anche
nelle memorie dei telefonini degli uomini uccisi. Nel quartiere per ore ha
circolato la voce, senza conferme, di
un filmato girato con il telefonino da
qualcuno, in cui si vedrebbe un’auto
sfrecciare a tutta velocità.