venerdì 22 giugno 2012

Trappola minuto per minuto, ecco il ruolo dei baby-killer


TORRE DEL GRECO. «La vittima viene attirata a Palazzo Fienga in una
trappola e consegnata spietatamente nelle mani degli esecutori materiali
del delitto». E i tre arrestati, che all'epoca dell'assassino non avevano
compiuto la maggiore età, in quell'omicidio così sfrontato ebbero un
ruolo fondamentale. Emerge dallo studio delle immagini della
videosorveglianza che già ad aprile aveva incastrato gli altri indagati.
Sul nastro è incisa una data - 24 maggio 2007 - e l'ora - 12,31. Salvatore
Paduano, Giuseppe Ferraro e Carmine Maresca sono affacciati dalla
veranda del secondo piano. Ettore Merlino arriva nella roccaforte del
clan, scambia qualche saluto e poi sale pure lui al secondo piano.
Scambia sorrisi, chiacchiere e strette di mano ai tre ragazzini. Poi entra
in uno degli appartamenti. A questo punto le telecamere registrano un
movimento strano. «L'imminente omicidio - si legge nell'ordinanza di
custodia cautelare emessa dal Tribunale per i Minorenni di Napoli - viene
preparato e pianificato in ogni dettaglio». Le immagini parlano chiaro:
alle 12,34 dall'appartamento di Gemma Donnarumma escono due
esponenti del clan Iacomino-Birra, Lorenzo Fioto e Vincenzo Lucio,
giunti a Palazzo Fienga alle 12,07, e si allontanano di corsa.
Per la Procura non ci sono dubbi: «Paduano, Ferraro e Maresca
concorrono all’azione nella fase dei preparativi evidentemente in corso
all’interno del Palazzo Fienga». E ancora: «La lettura logica e
consequenziale delle immagini incrociata con altre risultanze
investigative non lascia adito a molti dubbi: Ettore Merlino esce di casa
per un appuntamento, e così è attirato dai Gionta in una trappola», tant’è
che «viene ammazzato pochi minuti dopo essersi accomiatato dal gruppo
dei presenti». Addirittura «Salvatore Paduano - che insieme a Valentino
Gionta, nipote di Pasquale, viene attualmente considerato reggente del
clan - preleva da un’abitazione due caschi, scende al primo piano dove
riceve addirittura l’arma del delitto e poi si reca in un portone per
consegnare tutto ai due killer». Non solo. Accompagnato sempre da
Maresca, parcheggia anche lo scooter che servirà per l’agguato». Ferraro,
poi, si occupa di «monitorare e segnalare i movimenti della vittima
all’interno di Palazzo Fienga e di dare il via libera per l’uscita
dall’appartamento degli emissari del clan Iacomino-Birra».