mercoledì 18 luglio 2012

«Così fu assassinato Troise: il corpo sciolto nell’acido»


Attirato in una trappola da uomini di malavita che riteneva amici,
ucciso con un colpo di pistola alla testa e sciolto nell'acido. Una tragica
fine da peggior tradizione di mafia e camorra quella di Daniele
Rosario Troise detto “Topo Gigio”, 27enne napoletano di Ponticelli che
aveva seguito Antonio De Luca Bossa quando quest'ultimo si allontanò
dai Sarno. L'8 settembre 2001 la moglie denunciò la sua scomparsa, ma
solo ieri i presunti responsabili dell'omicidio sono stati raggiunti da un
ordine di arresto. Secondo l'accusa Luciano Sarno (nella foto) fu
l'istigatore mentre gli esecutori materiali sarebbero stati Gianfranco
Ponticelli e Pasquale Fusco con la collaborazione di Carmine Tirino
detto “Mniello”, che condusse la vittima con una scusa nelle mani dei
carnefici.
È stato il pentito Carmine Caniello, nell'interrogatorio dell'8 settembre
2009, a svelare il mistero sulla fine di Troise, il cui cadavere non è mai
stato trovato. «A un certo punto i rapporti tra Gianfranco Ponticelli di
Cercola e i Sarno di Ponticelli si ruppero. Perciò Ponticelli, una volta
scarcerato, strinse un accordo con Antonio De Luca Bossa. Ma quando
tornò libero, Luciano Sarno disse che continuava a incontrare
Gianfranco Ponticelli e che quest'ultimo aveva stretto un accordo solo
di convenienza con i De Luca Bossa e Daniele Troise, con il recondito
scopo di uccidere lo stesso Troise». Dunque, secondo il collaboratore di
giustizia, Troise era finito nel mirino del boss di Cercola. Ma non solo,
ha sostenuto Caniello. «Anche i Sarno erano interessati alla sua morte,
ritenendo Troise quello maggiormente operativo del clan. Era stato
proprio costui a portare azioni di fuoco contro di noi, aveva ucciso
“Ranfetella” e aveva partecipato all'omicidio di Stefanelli “'o
gemello”, fratello di Ciro “'o russo”.

Luciano ci assicurò che se Ponticelli
avesse portato a termine quegli omicidi
avrebbe senz'altro dato una prova di
lealtà verso i Sarno. Passarono pochi
mesi quando Gianfranco Ponticelli mise
al corrente Luciano Sarno del fatto che
aveva ucciso Daniele Troise e aveva
sciolto il suo cadavere nell'acido,
facendo ritrovare la macchina di Troise
fuori zona».