venerdì 13 luglio 2012

Crivellato da 13 colpi dopo una “chiamata”


Quindici colpi, esplosi con una
pistola calibro 9, tra cui due “camiciati” deformati. Tredici lo hanno raggiunto al volto ed al torace.
Ma la firma all’agguato, di stampo camorristico, potrebbe essere
il proiettile che lo ha preso alla
bocca: una vera esecuzione per
eliminare chi probabilmente aveva commesso un grave sgarro o
chi dava fastidio, intralciava il
malaffare locale. Le indagini sull’omicidio di Alfredo Leonardi, 34
anni, nipote del ras Antonio Leonardi, del gruppo degli Abete, da
parte della Squadra Mobile (coordinata da Andrea Curtale), vanno avanti, percorrendo in maniera prioritaria la pista della faida
che si sta registrando nei quartieri Scampia e Secondigliano,
dello scontro in essere tra gli Abete ed il cartello malavitoso formato dai Maglietti e dai Petriccione. Fermato in passato con
pregiudicati, la vittima non risulterebbe organico ad alcuna cosca ma, avrebbe pagato con la vita portare quel cognome, “pesante” negli ambienti della malavita organizzata. La sua morte,
non si escluderebbe potrebbe essere stato anche un messaggio
mandato a qualcun altro. Lo zio,
Antonio Leonardi, fedelissimo dei
Di Lauro, era stato arrestato il 22
gennaio 2002, per droga (era indicato come il “finanziatore” della cosca di “Ciruzzo ‘o milionario”) e condannato a sette anni.
Avrebbe dovuto lasciare il carcere nel 2010 ma beneficiò dell’indulto concesso nel 2006. L’agguato a Alfredo Leonardi è avvenuto intorno alle 22 di martedì, in
via Roma verso Scampia, all’altezza del civico 44, dove abitava
il trentaquattrenne. Secondo
quanto è stato ricostruito dagli
investigatori, la vittima, che aveva un unico precedente con la
legge, datato 2002, per falso in atto pubblico, sarebbe stato attirato in una trappola da chi, comunque, lo conosceva e di cui si
fidava. Infatti, il trentaquattrenne non avrebbe avuto esitazione
a scendere da casa per incontrarsi, proprio, con chi lo avrebbe
ammazzato. Indossava solo dei
pantaloncini, ovviamente per il
caldo ma anche perché conosceva la persona (o le persone) da incontrare e, forse, avendo con loro una abituale frequentazione.
Ed inoltre, Alfredo Leonardi, sposato e padre di due bambini,
avrebbe pensato di non perdere
che pochi minuti in strada, altrimenti si sarebbe presentato vestito anche con una maglietta o
una camicia. Oppure, altra ipotesi per ricostruire la dinamica
del delitto di via Roma verso
Scampia potrebbe essere quella
di essere stato sorpreso dal sicario mentre si recava da qualche
parente che abita nella zona, trasformata da anni in una fiorente
“piazza di spaccio”. Per ora, non
ci sarebbero elementi utili in possesso degli “007” della sezione
omicidi (diretta da Fulvio Filocamo) della Mobile partenopea per
fare luce su dinamica e movente.
Sulla scena del crimine si sono
recati anche gli agenti della
Scientifica che hanno rinvenuto e
sequestrato 15 bossoli. Nella giornata di ieri sono stati ascoltate
residenti della zona ma nessuno
avrebbe saputo fornire indicazioni valide per accelerare il corso
del lavoro investigativo.