lunedì 16 luglio 2012

È un “botta e risposta” di sangue



I. Non era più legato agli
Abete il 34enne Alfredo Leonardi,
ammazzato martedì scorso sotto casa: ultimamente si sarebbe legato ai
Magnetti-Petriccione della “Vinella”.
Considerazione che porta gli investigatori a ritenere che l’omicidio di
Vincenzo Ciletti, tre giorni dopo, sia
la riposta a quell’agguato. Ma conduce anche polizia e carabinieri a fare un’altra riflessione: la situazione
è ancora fluida al punto da non avere certezze e sui vari posizionamenti. Basti pensare che fino alla metà
del 2011 erano tutti insieme sotto le
bandiere degli Amato-Pagano, con i
Di Lauro relegati nel Terzo Mondo e
che ora invece avrebbero rialzato la
testa.
La breve vita di Alfredo Leonardi non
è stata facile. A 12 anni si affacciò al
balcone dell’abitazione di Ponticelli
sentendo dei forti rumori e vide il padre, Giovanni, a terra cadavere. Uno
choc tremendo che avrebbe segnato per sempre l’esistenza del 34enne ucciso il 10 luglio scorso, un solo
precedente a carico e nipote di Antonio Leonardi, considerato un personaggio di rilievo nello scacchiere
di Secondigliano e Scampia.
Le ostilità tra i clan Abete-Abbinante-Notturno-Marino e magnetti-Petriccione (con l’ipotizzato appoggio
dei Di Lauro) sono state aperte il 21
giugno scorso a Barra, con l’omicidio di Ciro Abrunzo e Franco Gaiola.
Il bersaglio dell’agguato era il primo
(l’altro si trovava per caso con lui), legato agli Abete. Il 25 giugno c’è stata la risposta, con la morte violenta
del 18enne Marco Riccio, legato ai
Magnetti-Petriccione della “Vinella
Grassi”. Martedì scorso il terzo omicidio collegabile alla guerra, scaturita da tensioni per il controllo di alcune piazze di spaccio tra Secondigliano e Scampia. In mezzo si sono
verificati due altri gravi episodi: il 4
giugno il ferimento di Giovanni
Esposito “’o morto”, cognato dei ras
Abbinante, e il giorno di un 16enne
in via Labriola, estraneo alla malavita ma imparentato con un esponente della mala di Secondigliano.
Dunque, i clan in guerra all’interno
della galassia degli “scissionisti” sono tre: gli Abete-Abbinante di Secondigliano; i Magnetti-Petriccione
della “Vinella Grassi”, riavvicinatosi
ai Di Lauro; i Pagano-Riccio, forti soprattutto in provincia. Ma questi ultimi, protagonisti della faida scatenatasi a inizio anno, in questa fase
sarebbero un po’ defilati rispetto ai
contrasti in corso tra i primi due
gruppi per il controllo dei traffici di
droga. Per cui si può sostenere che
la faida si è spostata in città nell’ultimo mese, come dimostrano i quattro omicidi e i due ferimenti.