mercoledì 18 luglio 2012

Faida di Ponticelli: quattro gli ergastoli


Quattro ergastoli e così un nuovo capitolo sulla faida di Ponticelli è chiuso. Le richieste di ergatolo ne erano cinque ma uno di loro Antonio Tubello, è stato assolto con formula piena. Carcere a vita per Eduardo Troiano e Salvatore Circone (affiliati ai Sarno) che avevano ammesso gli addebiti; per Gianfranco Ponticelli e Pasquale Fusco, entrambi boss di Cercola. Pene più basse per i collaboratori di giustizia: 9 anni per Carmine
Tirino (ex cognato di Antonio De Luca Bossa); 10 anni per Claudio Romano (un tempo affiliato ai Fusco-Ponticelli); 16 anni per Nunzio Grande (che ha militato nelle fila dei ‘cercolesi’); 15 anni per Fabio Caruana
(un tempo fedelissimo dei Sarno); 14 anni per Felice Mutone (ex dei Sarno); 11 anni per Carmine Giordano (vicino tanto ai Sarno quanto ai Fusco-Ponticelli).
Diversi gli episodi loro contestati. Era il 20 dicembre del 2010 quando le
forze dell’ordine misero kappao la camorra della zona Est spianando la
posta alle decine di pentimenti arrivati di li a poco. C’era la ricostruzione di un delitto d'onore, uno per gelosia, un altro per vendetta, uno per
rancore e due per fedeltà. C'è tutto in quindici anni di camorra. Tutto ciò
che basta per fare dell'ex clan Sarno di Ponticelli, una delle cosche più
sanguinarie di Napoli. Ma i carabinieri del gruppo di Torre Annunziata
hanno eseguito quattro diverse ordinanze di custodia cautelare e 39 persone hanno iniziato seriamente a tremare. La fase dell'impunità è finita, adesso inizia quella della giustizia e della severità. Solo in quattro sono riusciti a far perdere le tracce ma sono in corso serrate indagini per
arrivare alla loro cattura. Sei omicidi, decine di estorsioni e il reato di
associazione camorristica. Se non è questo il colpo del kappao al “sistema Ponticelli” poco ci manca. Questo perché sono stati ricostruiti

ben sei delitti: mandati, esecutori materiali, specchiettisti, favoreggiatori.
Ce n'è per tutti nelle pagine dell'ordinanza che è piena zeppa delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Giuseppe, Vincenzo, Ciro Sarno, innanzitutto. Ma anche i fratelli Esposito, e poi Carmine Caniello.
Tutti personaggi di spessore che hanno fatto la storia della malavita napoletana e che da mesi hanno deciso di passare dalla parte dello Stato.
Un colpo del genere era nell'aria, così come lo era quando in massa si pentirono i Misso del rione Sanità. La grande retata è finalmente arrivata e
adesso i capiclan dovranno difendersi da accuse che potrebbero trattenerli in carcere per il resto della loro vita. Su trentaquattro arrestati in
19 hanno ricevuto l'ordinanza dietro le sbarre mentre gli altri sono stati
arrestati. Le indagini partono dal 1995 fino a pochi mesi fa e raccontano della lunga scia di omicidi e tentati omicidi tra Napoli e Cercola legati al controllo del territorio criminale del comune vesuviano. Ma anche
una fitta rete di estorsioni consumate e tentate tra Cercola Massa di
Somma e San Sebastiano al Vesuvio.
Articolo scritto da FABIO POSTIGLIONE illustre giornalista de il giornaleil roma.