sabato 7 luglio 2012

I complici di “mocillo” restano in carcere: regge l’accusa



L’impianto accusatorio ha
retto anche per loro e si trovano ancora dietro le sbarre i quattro uomini arrestati per favoreggiamento nei
confronti del latitante Fabio Magnetti: “o’ mocillo”, esponente di
spicco del gruppo della “Vinella
Grassi”, preso il 22 giugno scorso
grazie a una brillante operazione dei
poliziotti della squadra giudiziaria
del commissariato Secondigliano.
Tra essi, spicca il suocero dell’ex primula rossa: Vincenzo Esposito detto “o’ Porche” per la passione per le
auto sportive. Gli altri indagati, sorpresi dagli investigatori mentre era
in corso una riunione, sono Luca Di
Pinto, di 26 anni, di Pianura, Joanderson Monaco, 25, di origini brasiliane, Giuseppe Mele, 35enne anch’egli “pianurese”. Nessuno di loro
era armato.

“O’ mocillo”, all’anagrafe Fabio Magnetti, pensava di essere al sicuro:
era sfuggito alla cattura il 26 gennaio scorso e successivamente il 29
marzo, pur facendosi vedere qualche volta per Secondigliano con baffi e barba finti. Ma i poliziotti del locale commissariato avevano appreso queste notizie confidenziali, non
si sa se frutto di leggende o veritiere, arrivando comunque alla conclusione che il 23enne gruppo della
“Vinella Grassi” non aveva lasciato
Napoli. Cosicché gli investigatori di
Secondigliano (guidati dal dirigente
Antonio Cristiano) al termine di un
blitz perfettamente riuscito hanno
stretto le manette intorno ai polsi di
Fabio Magnetti, destinatario di
un’ordinanza di custodia cautelare
susseguente a un decreto di fermo
della Dda del 26 gennaio scorso. Il
provvedimento restrittivo riguardava 10 indagati, dei quali quattro già
detenuti e sei da catturare. Quel
giorno i carabinieri del Nucleo investigativo, autori delle indagini, ne
presero tre e nei mesi seguenti altri
due. Dopo l’operazione della polizia,
uno solo deve essere ancora assicurato alla giustizia: Rosario Guarino.
Fabio Magnetti è accusato di far
parte di un gruppo emergente (che
prende il nome da via Vanella Grassa) prima legato al clan Di Lauro e
poi, a faida in corso, passato con gli
“scissionisti” Amato-Pagano. Motivo per il quale tutti gli aderenti furono soprannominati i “Girati”, formando una nuova associazione definita nelle mappe sulla camorra
“Magnetti-Petriccione” e decapitata lo scorso gennaio. Ma l’attenzione dei poliziotti del commissariato
Secondigliano non è soltanto rivolta verso la cattura dei latitanti. Un
vero e proprio assedio è scattato da
diverse settimane nei confronti della zona delle Case Celesti, in via Limitone ad Arzano. Continuamente,
anche con l’ausilio dei vigili del fuoco e dei dipendenti dell’ufficio antiabusivismo del Comune di Napoli, gli uomini del dottor Cristiano setacciano le piazze di droga all’interno del rione popolare, impedendo ai
vari gruppi di spacciatori di organizzare meglio. Sono state vinte delle battaglie comunque, non la guerra visto che il ricambio tra i trafficanti è molto veloce.  A Secondigliano infine, sono aumentati, grazie a un aumento degli uomini impiegati, anche i controlli in strada.