martedì 31 luglio 2012

Omicidio, Apice rischia un altro ergastolo


Il pubblico ministero ha chiesto il giudizio immediato e per questo il
primi di novembre sarà fissato il processo in Corte d’Assise, la quarta sezione. Imputato Costanzo Apice, il killer del video choc ed è accusato del delitto di Carmine Grimaldi. Sono ,olte le accuse convergenti e poi l’asso nella manica rappresentato dalle accuse di è addirittura un testimone oculare: Pasquale Castellano Serrazzi, pusher neopentito del clan Sacco-Bocchetti. E così Costanzo Apice, il killer di
Mariano Bacioterracino è stato raggiunto da una nuova ordinanza di
custodia cautelare per l’omicidio di Carmine Grimaldi detto “bombolone”, il referente del clan Licciardi nella zona di San Pietro a Patierno. Fu assassinato nel 2007 e quel delitto segnò
l’avvio delle ostilità e la scissione tra il clan della Masseria Cardone e i Sacco-Bocchetti che
reclamavano l’“indipendenza”. Secondo la direzione distrettuale antimafia è Costanzo Apice l’assassino spietato. Il mandante è Gennaro
Sacco, morto ammazzato, mentre è caccia ad
un terzo uomo, al momento non ancora identificato. È stato il lavoro certosino del pm grazie al lavoro del pm Enrica Parascadolo, coordinata dal procuratore aggiunto Sandro Pennasilico, e l'instancabile apporto degli uomini del comando provinciale di
Napoli, a chiudere il cerchio anche ad un omicidio che per quattro anni è stato senza un movente e senza un sospettato. Adesso c'è un indagato ed è stato raggiuno da una ordinanza di 41 pagine firmata dal
gip Paola Russo. Apice è stato raggiunto dal nuovo provvedimento restrittivo emesso per l'omicidio di Carmine Grimaldi, un elemento di
spicco del clan camorristico dei Licciardi trucidato a colpi d'arma da
fuoco nel pomeriggio del 18 luglio 2007 nel quartiere napoletano di
San Pietro a Patierno da un commando armato giunto in sella a un
motociclo.
Durante le indagini i militari dell'arma hanno accertato che Costanzo
Apice era stato il materiale esecutore dell'uccisione di Carmine Grimaldi, “capo zona” nel quartiere San Pietro a Patierno per conto dei Licciardi, omicidio deciso dai vertici del gruppo Sacco-Bocchetti, al quale Apice era già affiliato, per porre fine a contrasti interni e sancire la
definitiva separazione dai Licciardi. Oltre al racconto del neopentito
ci sono anche le dichiarazione di altri collaboratori di giustizia che
hanno accusato sempre il 30enne di essere il
killer di Grimaldi.
Ma non c’erano però riscontri validi per poter
chiedere l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare. Riscontri che sono arrivati ad
aprile quando il pusher ha deciso di passare
dalla parte dello Stato. Dice di averlo fatto per
dare un futuro a sua figlia e a se stesso perché
stanco di vivere quella vita di camorra che non gli appartiene. Qualunque sia stato il motivo le sue dichiarazioni sono state ritenute determinanti per le indagini su un efferato fatto di sangue. Apice non se
la passa proprio bene. Da perfetto sconosciuto è salito alla ribalta della cronaca per l’omicidio di Costanzo Apice e per il video choc che riprese tutte le fasi del delitto. Per quel delitto è stato condannato all’ergastolo in primo grado.