lunedì 16 luglio 2012

Scoppiata la guerra a secondigliano


Eccola, la novità che
può cambiare nuovamente lo scenario negli ambienti di malavita
di Secondigliano e Scampia: il ritorno in campo del clan Di Lauro,
di nuovo in buoni rapporti con il
gruppo dei Magnetti-Petriccione
della “Vinella” (via Vanella Grassi
per la precisione). Secondo inquirenti e investigatori (Dda, polizia e carabinieri) sarebbe stata
siglata un’alleanza tra le due cosche in funzione anti Abete-Abbinante-Notturno. Con la conseguenza che è sotto gli occhi di
tutti: quattro omicidi e due ferimenti dal 21 giugno scorso. Di
nuovo la faida, senza dubbio.
Agli agguati contro uomini degli
Abete, sempre secondo questa
tesi, potrebbero aver preso parte
anche sicari del clan Di Lauro in aggiunta ai killer della “Vinella”,
il cui gruppo di fuoco è considerato tra i più agguerriti a Napoli
fin dai tempi della prima faida
(quella con gli “scissionisti”). Il legame ritrovato tra i due gruppi
viene spiegato, nelle informative
degli uomini dell’intelligence inviate alla procura antimafia, anche con la vicinanza dei rispettivi quartier generali: via Dante- via
Vanella Grassi e cupa dell’Arco,
strade nel cuore di Secondigliano.
Ma i clan impegnati in una guerra incrociata sarebbero tre secondo altri investigatori: gli Abete-Abbinante; i Magnetti-Petriccione i Pagano-Riccio, forti soprattutto in provincia nord. Anche se questi ultimi, protagonisti
della faida scatenatasi a inizio anno, in questa fase sarebbero un
po’ defilati rispetto ai contrasti in corso tra i primi due gruppi per il
controllo dei traffici di droga. Per
cui si può sostenere che la faida si
è spostata in città nell’ultimo mese, come dimostrano gli omicidi
di Ciro Abrunzo e Marco Riccio e
i ferimenti di Giovanni Esposito
“’o morto”, di 16enne, e la morte
violenta di Alfredo Leonardi e Vincenzo Ciletti (avvenuto l’altro ieri sera in via Napoli-Roma verso
Scampia).
Del clan Magnetti-Petriccione sono ben due i latitanti arrestati negli ultimi 15 giorni: Fabio Magnetti “’o micione”, ricercato per
un decreto di fermo poi tramutato in ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa e
droga, e Antonio Di Gennaro, che
deve scontare 13 anni e 8 mesi di
reclusione per un cumulo di pena. Il secondo è uno dei quattro
che avrebbe ferito Giovanni Esposito “’o morto” l’11 luglio scorso
(fermo restando naturalmente la
presunzione d’innocenza fino all’eventuale condanna definitiva).
Il gruppo della “Vinella” veniva descritto dai carabinieri del Nucleo
investigativo di Napoli, autori dell’indagine in cui è coinvolto Fabio Magnetti insieme con altri 9
indagati, come «capace di spostare gli equilibri malavitosi nell’area di Secondigliano». Ecco
perché il clan è considerato molto pericoloso, con all’interno un
gruppo di fuoco ben organizzato.
Spiegato lo scontro tra gli AbeteAbbinante (con i Marino-Notturno alleati, ma non sotto attacco e
quindi un po’ più defilati secondo gli investigatori) e i MagnettiPetriccione, va sottolineato come
la tensione resti in ogni caso anche nella provincia nord, feudo
dei Pagano-Riccio.