martedì 18 settembre 2012

Gli Amato Pagano vogliono prendersi Marano...

Articolo copiato da mattino scritto da Rosaria Capacchione..

NAPOLI - Un pezzo di faida oltre le mura di Scampia. Metodi da gangster in terra di mafia. E le tecniche della guerra frontale - con il suo corredo di epurazioni, sfratti e occupazioni - sperimentate anche lì, a Marano, dove i reati di strada sono quasi inesistenti e la camorra baratta il consenso sociale con l'apparente normalità della vita quotidiana. È durata dieci giorni appena, ma c'è stata: silenziosa e convincente. Dieci giorni terribili durante i quali nel feudo che fu di Nuvoletta e poi di Polverino si sono viste ronde armate scorrazzare in pieno giorno, in pieno centro, disturbando lo shopping, spaventando le donne che entravano nel supermercato e gli uomini che si fermavano al bar.
Racconta uno dei testimoni delle scorribande dimostrative: «Erano ragazzi, molto giovani. Arrivavano su scooter potenti. Esibivano le pistole, qualcuno anche il mitra. In una città mafiosa come la nostra non si era mai visto niente del genere». Giovani arrivati da non molto lontano. Da Melito, per esempio, dove si è insediata la famiglia di Cesare Pagano, che con Raffaele Amato (che ne è il cognato) era a capo degli scissionisti. Ma con basi importanti sul posto. A capo delle squadre ci sarebbe stato Mariano Riccio, genero di Pagano imparentato con una famiglia di Marano.
«Una esibizione di muscoli - commentano negli uffici investigativi - necessaria a misurare la forza in una delle piazze della droga più importanti della Campania, fino alla primavera scorsa controllata rigidamente da Giuseppe Polverino ma che, dopo il suo arresto in Spagna e la previsione di una lunghissima detenzione (la Dda ha chiesto la sua condanna a 20 anni di reclusione), rimasta sguarnita».
Prova di forza che ha già prodotto i suoi risultati. Sulle piazze di spaccio si vedono facce nuove; soprattutto, le ronde sono scomparse. Silenziose come erano arrivate, senza visibili reazioni da parte degli uomini di Polverino sfuggiti agli ultimi arresti. Anzi, i capipiazza sfrattati anche dalle abitazioni, con i metodi sperimentati durante la faida di Scampia del 2004 e riproposti a Secondigliano anche nelle ultime settimane, sono tornati a casa. La loro presenza è necessaria a rassicurare quanti avevano iniziato a disertare bar e circoli ricreativi per paura di agguati; a far capire che l'accordo è stato raggiunto, che la guerra - almeno per ora - non ci sarà, ma che l'aria è cambiata, che le armi sono solo riposte. Con i proiettili in canna.
Prima Melito, poi Mugnano. Oggi Marano. Sull'orizzonte s'intravede, già a portata di mano, la piazza di Giugliano. È controllata ancora, e saldamente, dalla famiglia Mallardo, alleata storica dei Casalesi. Ma anche il clan dei «Carlantonio» ha accusato i colpi della repressione giudiziaria: in carcere tutti i fratelli, in carcere anche Giuseppe Dell'Aquila, l'amministratore delegato del gruppo, arrestato lo scorso anno in provincia di Latina. E i sequestri, anche quelli - come per i Polverino - hanno dissanguato le casse del gruppo, dalle quali lo Stato ha tolto un patrimonio stimato un miliardo di euro. Anche gli alleati di Casal di Principe e Castelvolturno sono allo sbando, costretti a ripiegare, a mascherare le attività economiche e i nuovi affiliati aspettando tempi migliori. Per esempio, la scarcerazione dei fratelli Pasquale e Carmine Zagaria.
Ma aspettando quel momento, la parola d'ordine è «inabissamento». Con la mano libera ai giovani, irruenti e violenti, che hanno spostato sulle estorsioni massicce, porta a porta, il core business del clan. Una situazione che gli scissionisti napoletani potrebbero sfruttare a loro vantaggio, appropriandosi del mercato della droga sinora gestito da una frangia bidognettiana, a Castelvolturno, e dai narcos nigeriani. Scenario da guerra totale, già visto negli anni Ottanta quando di morti se ne contarono a centinaia.

7 commenti:

  1. FATECI CASO MA TUTTI QUESTI ESSERI HANNO SEMPRE VISSUTO O VIVONO VITE DI MERDA PIENI DI PAURE E SEMPRE NASCOSTI E CILIEGINA SULLA TORTA LI ASPETTA SEMPRE UN TRAGICO FUTURO!!!!!!!!!

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  2. Secondo me! Se lo stato farebbe quello che sta facendo adesso cioè mettere sotto controllo le piazze!! Pero di continuo giorno e notte!! Perché anche di notte ce smercio di droga!! Poi ce lo smercio di quantitativo che funzione tramite cellulare cioè si smerciar droga x telefono dei 100 grammi in su e questo lo fanno persone meno visibili e quindi il mercato continua senza essere osservato si spostano fuori quartiere!! Bisogna controllare anche le line telefoniche !! Poi fare sviluppare il quartiere e dare lavoro così si può stroncare la camorra e le sue radice sporche che rovina tante povera gente che lo fa x sopravvivere mentre loro si arricchiscono quindi dal mio parere a loro buttare le chiavi delle celle!!mentre a tutte queste povera gente dare un lavoro per poter vivere ok? Questo deve fare lo stato altrimenti meglio non spendere soldi per polizia e carabinieri tribunali giudici ecccc.

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    1. Purtroppo i magistrati intercettano solo chi dicono e vogliono loro...si vede che questa situazione fa comodo a molte persone

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  3. .......................................................... no komment

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    1. Salve a tutti sono un cittadino onesto e lavoratore di Marano e oggi come oggi ai ragazzini dai 15 anni in poi bisognerebbe insegnare che il coraggio ci vuole a scendere tutte le mattine a lavorare senza sapere se si viene pagati e come, con stipendi da fame ecco questo e' coraggio e andare fieri a testa alta e non a imitare gente che per loro scelta decidono di darsi alla violenza quelli sono idoli sbagliati, e spero che questo commento venga letto dai ragazzini che magari sono gli stessi che in passato hanno scritto commenti che innegiavano alla camorra e i suoi "re" sappiate solo una cosa che anche se vivono 15 o 20 anni alla grande fra soldi e lusso la fine e' sempre la stessa, percio' non e' meglio che dopo una giornata lavorativa ti rilassi consapevole che hai fatto il tuo dovere e di sicuro la notte dormi bene senza paure.

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  4. Questi boss come li vogliamo chiamare sono tutti cornuti loro in galera e le mogli escono fuori zona e scopano peggio delle prostitute. Un consiglio la droga nelle piazze la continuano a vendere con metodi da bastardi e sono pure pieni di paura fanno apparare più roba possibile e la danno in mano a un tossico che ha apparato il sacchettino e lo fanno spacciare a lui. Così loro non rischiano l'arresto. Bastardi devono morire tutti in carcere.

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  5. A marano arrestate i componenti della famiglia ruggiero loro si sono alleati con riccio e pagano e sono loro ke gestiscono la distribuzione della droga sul territorio..e sono sempre loro ke hanno distrutto l'armonia di un paese molto tranquillo.(io sn maranese di nascita)

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SVOGATEVI CON QUESTI CAZZO DI CAMORRISTI,VOGLIO SENTIRLE E VEDERLE DI TUTTI I COLORI