venerdì 5 ottobre 2012

«Il boss Pagano ordinò quattro omicidi»


Articolo copiato da il roma scritto da Andrea Acampa...
Quattro omicidi dietro i quali c’è il nome del boss degli scissionisti Cesare Pagano. Ancora pentiti a ricostruire un omicidio. Ecco quando è accaduto ieri
in Corte d’Assise nel corso del processo a carico di Cesare Pagano, accusato
di essere il mandante di quattro differenti delitti. Ad accusare il capoclan è il
collaboratore di giustizia Luca Menna che ha confessato di aver preso parte
a due omicidi e ad un duplice omicidio. Il pentito non ricordava i nomi di tutte le vittime, ma soltanto il soprannome di qualcuno. Tutti omicidi ordinati dal
capoclan Pagano. Fatti di sangue risalenti al 2009, quando a Mugnano fu ucciso Salvatore Caianiello detto ”manomozza”, il 65enne freddato a novembre
di tre anni fa da 4 colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata, tre dei quali
lo hanno raggiunto al volto, l’ultimo quello letale alla testa. Poi c’è l’omicidio a
giugno 2009 di Antonio Matrullo detto ”o’nano”, ed infine il duplice omicidio
risalente al 2007 di Vincenzo Vitale e Angelo Esposito. Un delitto commesso
insieme a Francesco Attrice, il 30enne di Scampia attirato in una trappola da
un uomo del clan e ammazzato ad agosto di due anni fa. Tra il 2004 e il 2005
la guerra per il predominio dei territori a nord di Napoli fece contare più di 70
morti ammazzati. Menna ha raccontato la sua carriera criminale iniziata con
il clan Di Lauro nel 2004, per la cosca di ”Ciruzzo o’ milionario” vendeva la droga. Poi, con la faida i due cognati di Menna, Biagio Esposito e Carmine Cerrato, oggi entrambi pentiti, si schierarono con gli scissionisti, lui, per paura di
essere ucciso interruppe la semilibertà alle ”case celesti” e si fece arrestare,
si consegnò alle forze dell’ordine dopo un anno, per scampare alla guerra di camorra e non finire sotto i colpi dei killer. Nel 2006 venne scarcerato e riprese
a fare affari con la droga, però, in proprio. Questo è quanto ha raccontato in aula Menna che non ha fatto riferimento all’omicidio Dell’Oioio del quale ha detto di non sapere nulla. Insieme a Menna dovevano essere ascoltati i pentiti
Luigi Secondo che non è stato sentito ancora e Biagio Esposito che non ha
preso parte all’udienza per motivi di salute. Il giorno precedente erano stati
sentiti Carlo Capasso detto “capassiello” e Carmine Cerrato. Quest’ultimo ha
riferito che i mandanti del delitto sono stati Cesare Pagano (difeso dagli avvocati
Luigi Senese e Saverio Senese) e Raffaele Amato, quest’ultimo non imputato
per il delitto. Ha detto di aver appreso la circostanza dallo stesso Pagano, che
gli aveva parlato del piano di uccidere tutti quelli del gruppo di Mugnano. Inoltre ha detto di aver parlato dell’omicidio anche da Enzo Notturno e di aver saputo da lui alcuni dettagli sulla fase esecutiva. Quanto alla fase esecutiva ha
tirato in ballo per la prima volta Giovanni Esposito “‘o muort”, degli Abbinante, nome che sino ad ora non era stato fatto da altri pentiti. L’avvocato Saverio Senese aveva chiesto di poter ascoltare proprio Esposito come teste di riferimento, ma quest’ultimo si è avvalso della facoltà di non rispondere. La Corte ha sollecitato il pm a depositare gli atti con le dichiarazioni di Menna, atti
inediti, mai depositati che incastrano il boss Pagano. L’udienza è stata rinviata al 16 ottobre, mentre il 6 o il 12 novembre saranno sentiti Menna per il
controesame della difesa e gli altri due pentiti Secondo ed Esposito.