venerdì 19 ottobre 2012

Individuato il vero bersaglio dei killer


Copiato dal giornale il roma,articolo scritto da LUIGI SANNINO...
 Il mistero è spiegato, almeno secondo la maggior parte
degli investigatori. Lunedì sera i
sicari che hanno ucciso sul corso
Marianella l’innocente Pasquale
Romano, probabilmente miravano a stroncare la vita di un pregiudicato per droga ritenuto vicino ad ambienti dei Lo Russo. Un

uomo che abita nello stesso palazzo della fidanzata del 30enne e
che assomiglia un poco alla vittima: circostanza che avrebbe indotto in errore i due in sella alla
moto che hanno affiancato la Renault Clio. Un agguato che gli inquirenti spiegano in due modi: un
nuovo fronte di camorra con l’attacco al clan dei “Capitoni”, più
debole dopo il pentimento del
boss Salvatore e gli arresti degli
ultimi due anni, da parte di una
cosca non ancora individuata;
una vicenda interna al gruppo di
mala con base storica a Miano.
In ogni caso, la sparatoria costata la vita a Pasquale Romano è
collegata all’omicidio di Mario
Perrotta, l’8 ottobre scorso sempre a Marianella: a 100 metri di
distanza. Non può trattarsi di una
coincidenza e gli investigatori,
pur seguendo anche la pista della faida tra i Di Lauro-“Vinella” e
gli Abete-Abbinante, ne seguono
soprattutto un’altra che conduce
a grosse tensioni nella zona controllata dai Lo Russo. Ecco perché
11 giorni fa è stato ammazzato il
26enne già noto alle forze dell’ordine e lunedì si è verificato il tragico errore di persona. Fermenti
che avrebbero al centro i traffici
di droga, il business principale in
tutta l’area.
L’uomo che i killer probabilmente
cercavano (è comunque un’ipotesi investigativa, va precisato)
non si è allontanato da casa. I carabinieri lo hanno identificato,
controllato e forse messo in guardia. Ma lui non sembrerebbe spaventato e in ogni caso non ha lasciato l’abitazione. In passato è finito nel mirino per vicende di droga, ma non ha condanne o arresti per camorra a carico. Gli investigatori hanno notato una certa
rassomiglianza con Pasquale Romano, circostanza che insieme al
buio e alla pioggia di quella maledetta sera sarebbe costata la vita al 30enne operaio di Cardito.
Quattordici i colpi esplosi dai  sicari, con due pistole calibro 9. Pasquale  Romano aveva appena lasciato sotto casa la fidanzata, che
lavora in uno studio medico sempre a Marianella, per raggiungere
un gruppo di amici che lo aspettavano per una partita di calcetto.
Entrato nell’auto, il  30enne ha fatto appena in tempo a mettere in
moto e percorrere alcune decine
di metri quando, uno scooter con
i due sicari a bordo gli si è affiancato dal lato guida. La sparatoria
è stata tremenda: i colpi hanno infranto il finestrino e ferito mortalmente l’operaio al torace e alla testa. È morto all’istante.