lunedì 15 ottobre 2012

Patto per la faida siglato al ristorante


di Luigi Sannino
NAPOLI. La nuova alleanza tra i Di
Lauro e il clan della “Vanella Grassi” (Mennetta-PetriccioneMagnetti-Barretta) fu stipulata a
tavola, in un rinomato ristorante
che si affaccia sul golfo a Pozzuoli. Era il 26 marzo 2012 e la cena
servita comprendeva antipasto ai
frutti di mare, spaghetti a vongola,
frittura di calamari e dolce. Ma i
commensali furono disturbati dai
poliziotti della squadra mobile della questura, impegnati in un’operazione d’intelligence che è servita successivamente alla Dda per

inquadrare meglio i retroscena della faida in corso. A cominciare dal
periodo in cui il cartello malavitoso, riformatosi dopo una sanguinosa spaccatura nel 2007, decise
di dichiarare guerra agli AbeteAbbinante-Notturno-Aprea. Da allora i contrasti non sono cessati e
l’omicidio di Salvatore Barbato,
braccio destro del ras Antonio
Mennetta detto “er Nino”, lo dimostra.
Ecco, nero su bianco, ciò che hanno argomentato gli investigatori
dell’ufficio di polizia più importante della questura partenopea, che
quella sera fecero irruzione nel locale e identificarono i partecipanti alla tavolata. Nessuno aveva
commesso reati e quindi, dopo la
presentazione dei documenti
d’identità, il controllo terminò senza arresti o denunce. «Il 26 marzo
2012», c’è scritto in una nota riassuntiva allegata all’ordinanza di
custodia cautelare emessa a luglio
scorso contro esponenti della camorra di Scampia, «nel ristorante
………..presumibilmente ci fu l’accordo tra il clan della “Vanella Grassi” e i Di Lauro». Seduti a tavolo infatti c’erano almeno quattro esponenti di primo piano delle due cosche.
La causa scatenante del conflitto,
aperto con il clamoroso agguato
del 21 giugno scorso a Barra in cui
persero la vita Ciro Abrunzo e
Franco Gaiola, sta nella gestione
dei traffici di droga in via Labriola
e alle “Vele Celesti”, le zone di
Scampia in cui si trovano le “piazze” più fiorenti. L’obiettivo dei sicari era il primo, cognato di Raffaele Aprea, a sua volta cugino degli Abete: un delitto “eccellente”
che gli investigatori capirono subito non sarebbe rimasto senza
vendetta. Così è accaduto, anche
perché sia gli Abete-AbbinanteNotturno-Aprea che i Di Lauro con
la “Vinella” e i Leonardi  sono considerati cartelli di mala molto forti.
Ecco le tappe della faida in corso.
Il 21 giugno a Barra Ciro Abrunzo,
28 anni, legato al clan Abete, e
Franco Gaiola, ras locale ucciso solo perché si trovava con il cognato
di Raffaele Aprea; a Miano il 25
giugno ammazzato Marco Riccio,
18 anni, legato ai Petriccione-Magnetti; a Scampia il 10 luglio Alfredo Leonardi, 34 anni, vicino alla “Vanella Grassi”; il 13 luglio sempre a Scampia Vincenzo Ciletti, 37
anni, vicino agli Abete-Abbinante;  il 28 agosto Gennaro Ricci, 36
anni, legato al clan della “Vanella
Grassi”; il 9 settembre Raffaele
Abete, 41 anni, fratello del ras Arcangelo; il 17 settembre Roberto
Ursillo, legato agli Abete-Abbinante-Notturno-Aprea; l’8 ottobre
Mario Perrotta, 26 anni, in passato
legato ai Lo Russo e agli Abete; il
9 ottobre Salvatore Barbato, 27 anni, braccio destro del ras della “Vinella” Antonio Mennetta.