martedì 16 ottobre 2012

Presi i killer di Massimo Marino

 Non fu Giovanni De Luise l’11 dicembre 2004 a uccidere Massimo Marino, estraneo alla camorra ma con una “colpa” non cancellabile: era il cugino del boss “scissionista” Gennaro Marino detto “Genni Mecchei”. Perciò il clan, secondo la strategia decisa dal reggente Cosimo Di Lauro, oggi 38enne, organizzò l’agguato. E a compierlo materialmente sarebbe stato Gennaro Puzella,

22enne, destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita all’alba di ieri dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli. Il primo, già
detenuto per camorra, il secondo libero. Secondo gli inquirenti della Dda le dichiarazioni di Vincenzo Lombardi e i riscontri trovati dai carabinieri hanno permesso di riscrivere la storia dell’omicidio di Massimo Marino.Una storia assurda costellata di colpi di scena,ma vale la pena raccontarla per il suo contenuto emblematico e surreale,sembra scritta da uno scrittore di romanzi gialli.Tutto si svolse nel 2004 quando i clan degli scissionisti iniziarono la guerra contro i Di Lauro per creare un clan autonomo e per gestire l'intero spaccio della droga tra secondigliano,scampia melito e casavatore.Il mese di dicembre del 2004 fu uno dei piu' feroci,si ammazzava ad un ritmo impressionante,i cadaveri venivano bruciati all'interno delle loro auto o abbandonati nei cumuli di rifiuti.Alcuni cadaveri venivano ritrovati sgozzati,altri strangolati e torturati con il viso sfondato,altri ancora decapitati,in quel mese del 2004 trovarono la morte anche Massimo Marino e Antonio De Luise di appena ventenne.Il primo era il cugino di Gennaro Marino uno dei capi degli scissionisti,il secondo era un piccolo spacciatore ed era fratello di Giovanni De Luise organico al gruppo di fuoco del clan Di Lauro,un gruppo feroce che in quei mesi stava massacrando gran parte dei parenti degli scissionisti.Massimo Marino abitava a casavatore in una villa con giardino ed alte mure in cemento armato,si era barricato in casa anche se non era un affiliato degli scissionisti ma sapeva bene che i Di Lauro stavano attuando una strategia omicida fatta di vendette trasversali che non risparmiavano nessuno,specie se si trattava di un parente di uno scissionista che sedeva al vertice del clan avversario.Massimo Marino da settimane non usciva piu' da casa perche' sapeva bene che se intercettato dai killer del clan di lauro sicuramente lo avrebbero ammazzato senza tanti complimenti,e in casa sua si sentiva al sicuro.Il clan Di Lauro volle provare lo stesso ad ammazzarlo e mando' due killer ad ispezionare la villa in cui risiedeva la vittima,quando i due killer arrivarono a bordo di una potente moto,la parcheggiarono vicino alle mura della villa,caso volle che mentre il killer scavalcava per capire come fosse stato possibile entrare o ammazzarlo da sopra le mura,Massimo Marino si trovava in giardino con la moglie e la sorella.Fu facile per il killer sfruttare quel momento di distrazione di Massimo Marino,punto' la pistola e fece fuoco diverse volte colpendolo al capo e alla schiena,davanti agli occhi atterriti della moglie e della sorella.Poi come succede in questi casi arriva la scientifica ad analizzare la scena del crimine e la salma viene portata in obitorio in attesa dell'autopsia,e proprio in obitorio successe qualcosa che neanche nei film fino ad ora si e' visto.Mentre i familiari di Massimo Marino si piangevano il loro parente la polizia mortuaria porto' un'altro cadavere ammazzato alcune ore prima a melito di Napoli,la vittima era giovane appena 20 anni si chiamava Antonio De Luise e i killer lo avevano sorpreso alle spalle della famosa piazza di spaccio della 219,lo massacrarono senza pieta' sfondandogli il cranio.Di li a poco arrivarono anche i parenti di Antonio De Luise,tra questi c'era il fratello Giovanni De Luise che si disperava per la morte del fratello.I cadaveri si trovavano appoggiati su quei marmi prima di sistemarli nelle celle frigorifere in attesa dell'autopsia,a pochi metri l'uno da l'altro e i parenti quasi si sfioravano.Li successe qualcosa che non ha precedenti,la moglie e la sorella di Massimo Marino riconobbero in Giovanni De Luise il killer che il giorno prima aveva ammazzato sotto i loro occhi nascosto su quel muro maledetto Massimo Marino,erano spaventate e con i propri telefoni iniziarono a mandare sms ai loro familiari scrivendo che si trovavano vicino al killer che aveva ammazzato Massimo.Diversi messaggi furono intercettati dai carabinieri che si recarono immediatamente all'obitorio per cercere in qualche modo di saperne di piu'.Li venne arrestato Giovanni De Luise accusato dalla moglie e dalla sorella di Massimo Marino di essere l'esecutore materiale di tale efferato omicidio.Oggi a distanza di otto anni e con una sentenza passata in giudicato alla pena dell'ergastolo si scopre grazie al pentito Vincenzo Lombardi che la sorella e la moglie di Massimo Marino si sbagliarono,Giovanni De Luise non era il killer che arrampicatosi sul muro aveva massacrato il loro parente.Ma che tale omicidio fu commesso materialmente da Gennaro Puzella killer assoldato da Cosimo Di Lauro per massacrare un parente dell'odiato Gennaro Marino detto o mkay,che caso ha voluto oggi di nuovo alleati sotto un unica bandiere..