martedì 20 novembre 2012

Massacrato per una frase....

Ma chi ciruzz chill ca sta chius a rint,basta una frase come questa per morire come un cane sparato al cranio da distanza ravvicinata,solo perche' ti sei permesso di dire sta chius a rint.Viene fuori pure questo schifo dalle dichiarazioni di Biagio Esposito che sta raccontando nei minimi dettagli tutto cio' che conosce sui tanti agguati    commessi in oltre vent'anni di militanza tra il clan della famiglia Di Lauro e quello successivo degli scissionisti.Gennaro Esposito abitava nel rione dei fiori detto anche terzo mondo feudo della famiglia di Paolo Di Lauro che da li' parti' inaugurando la sua prima piazza di spaccio per espandersi man mano in quasi tutti i comuni limitrofi, che da secondigliano arrivano fino a Melito,Casavatore,Mugnano,Arzano e altri piccoli centri.Come dicevo Gennaro Esposito abitava nel terzo
mondo,era come si dice in gergo un topo d'appartamento ma qualche volta rubacchiava anche automobili e scooter.Quando lo arrestarono e lo rinchiusero nel carcere di Poggioreale fu l'inizio della sua fine,ovvero lui non sapeva e non andava minimamente a dubitare che una frase detta cosi' senza cattiveria ma buttata li per caso gli sarebbe costata la vita.Infatti durante l'ora di socialita' con altri detenuti dello stesso quartiere si stava parlando del piu' e del meno sugli equilibri criminali di secondigliano.Forse si faceva qualche nome di qualche personaggio e qualcuno si intromise chiedendo se conoscevano un certo Paolo Di Lauro detto ciruzz o' milionar,a quel punto forse spontaneamente senza pensare Gennaro Esposito ribadi' dicendo"chill ca sta semp chius a rin,nessuno puo' credere oggi come allora che una frase detta cosi' per caso senza cattiveria ma forse solo con il  proposito di far capire che si conosce bene il personaggio e infatti si sapeva che Paolo Di Lauro stava rintanato in casa dalla mattina alla sera.Ma ecco nei dettagli cosa racconta agli inquirenti Biagio Esposito"Un giorno vennero Arcangelo Valentino e Lello amato nel rione Terzo Mondo con
un biglietto su cui c’era scritto il nome di un certo Gennaro Esposito uscito da poco dal carcere.
Io in quel momento rimasi un po’ sorpreso perché
avevo mio zio che si chiama Gennaro Esposito e
che era uscito da poco, però con l’affidamento. Non riuscii a localizzare
questa persona, ma dopo alcuni giorni l’avevamo localizzato: abitava nel
Terzo Mondo»era di domenica se non mi sbaglio e mi fu detto di vedere questa persona quando usciva dal palazzo. Mi diedero un telefonino
per fare un solo squillo quando usciva. Il ragazzo uscì e a piedi si recò
verso via del Camposanto mentre da “miezz all’arc” scendevano “o’ Lello” e “o’ matton”. Vidi che se lo misero sotto al braccio e lo fecero salire
in macchina portandoselo via. Io avevo una Fiat Tipo e andai dietro di
loro. Si recarono dietro un vivaio e scesero dalla macchina. Io dalla mia
auto sentivo questo ragazzo che piangeva e diceva: “avete preso uno
per un altro”. Angioletto gli sparò alla testa». Sparato,ucciso solo perche aveva osato dire chill ca sta chius a rint,per gli affiliati del clan di lauro quel sta chius a rint suonava come una sfida,quasi che Gennaro Esposito lo avrebbe detto con l'unico intendo di ridicolizzare Paolo Di Lauro dicendo sta chiuso dentro per paura e un codardo un vigliacco.Questa forse e' la chiave di lettura per cercare in qualche modo di spiegare questo delitto,ma non di certo per spiegare le motivazioni futili e inutili che hanno armato la mano di questi due assassini che non si sono fatti nessuno scrupolo davanti alle suppliche e il pianto di questo povero ragazzo.Quando non si ha rispetto per la vita umana e si uccide per queste motivazioni cosi' deplorevoli e inutili allora dobbiamo realmente riflettere di quando sono uomini di merda questi camorristi,assetati di sangue che non ammettono appelli e cassazioni per le loro sentenza.Mentre invece si fingono ciechi,pazzi malati depressi quando a giudicarli sono uomini di legge che seguono un codice e applicano la legge.Appelli,sperano nella cassazione,poi loro ammazzano cosi' senza dare diritto di replicare o difendersi a chi e' stato condannato.Da cio' dobbiamo renderci conto di come agiscono e come sono fatti gli uomini della camorra,uomini senza codici ne morali ne umani,uomini che pensano solo ad arricchirsi sul lavoro di umili e onesti commercianti,oppure su poveri e inermi ragazzi resi schiavi dalla droga.Persone che ammazzano con malvagita' e cattiveria senza pensare che stanno ammazzando un figlio un fratello un padre di famiglia.Allora piu' leggo certi commenti su questo blog e piu' mi cascano le braccia,giovani che inneggiano a questo clan o a quell'altro clan,gente che brinda ogni volta che si uccide,si ubriaca offende la vittima,un punto di non ritorno quando vengono messi in moto meccanismi cosi' laceranti.Per distruggere la camorra ci vuole tutta la forza democratica dello stato,tutto il rigore e la grande professionalita' delle forze dell'ordine,ma ci vuole anche una rivoluzione culturale che inizia dalle zone piu' degradate di questa sventurata Napoli che con tutto il suo ottimismo non riesce a ribellarsi ad un sistema che da decenni stritola l'economia e questo magnifico popolo napoletano.Tempo fa lessi con attenzione le considerazioni di un vecchio boss della camorra chiuso in carcere da decenni.Criticava la camorra attuale perche' ammazzava secondo lui con troppa facilita' non facendosi scrupoli di ammazzare donne e bambini.Ebbene questo vecchio boss dimenticava pero' di dire che durante la sua ascesa si sono registrati morti e agguati in tutta la campania da genocidio del Ruanda,e che lui non si fece nessuno scrupolo a far ammazzare una bimba di cinque anni per punire il suo papa',un eroe della legge.La camorra vive di questo,anche se e' una delle organizzazioni piu' sanguinarie della realta' criminale Italiana,fonda  le sue radici con il folclore popolare giocando sull'ignoranza delle persone e sulla piaga della disoccupazione giovanile che tocca punte all'armanti in tutto il meridione.Con stima il vostro Bill...