giovedì 1 novembre 2012

Paolo Guarracino ammazzato dallo zio e fatto sparire..


(In foto il presunto omicida)
«Mio cugino Paolo Guarracino, mentre gli dava le spalle,
 è stato ucciso da mio zio Giorgio Scarpato, a sua volta ammazzato ad Arzano per ordine degli Amato-Pagano».

Era il 3 agosto 2008 e Biagio Esposito, ex Di Lauro diventato fedelissimo della prima ora dei boss “scissionisti”, raccontò ai pm antimafia ciò che sapeva sulla morte di Paolo Guarracino, vittima della lupara bianca, e di
Giorgio Scarpato, assassinato ad Arzano il 18 luglio 2007.

Ecco alcuni passaggi delle sue dichiarazioni, con la consueta premessa che le persone tirate in ballo devono essere ritenute assolutamente estranee ai fatti narrati fino a prova contraria. Tanto più in questo caso vengono
riferire notizie “de relato”, apprese da altre persone. Nel racconto del pentito, cambiano anche i retroscena dei due fatti di sangue: gli investigatori inizialmente pensarono che fossero scaturito dalla guerra tra i Licciardi e i Sacco-Bocchetti. La tesi del collaboratore di giustizia è diversa:
avrebbero dato fastidio ai ras degli Amato-Pagano, che non si fidavano di
loro.
“Quando fui scarcerato mi venne a trovare mio zio Giorgio Scarpato per
dirmi che per lui non era possibile stare nello stesso clan con Paolo in
quanto c’erano stati degli screzi in passato su una piazza di fumo. Con la
scusa di una riunione familiare Scarpato invitò a una sua casa in montagna tutti i miei cugini e anche Paolo Guarracino. E mentre Paolo stava salendo su una scala, mio zio Scarpato era alle spalle e gli sparò alla presenza degli altri miei cugini. Questi scapparono a bordo della macchina con cui erano arrivati, temendo di
essere uccisi anche loro in quanto sapevano che Scarpato era un vecchio cutoliano, persona veramente pericolosa. Successivamente ho appreso dagli organi di
stampa che venne rinvenuto nel Casertano un cadavere avvolto in qualcosa e bruciato. Di lui restava solo un
orologio di acciaio. Io pensai che potesse trattarsi di
Paolo perché, quando mi venne a trovare in carcere a
Modena, io dissi a mia moglie di regalargli il mio orologio in acciaio marca Cartier. Io ho sempre pensato che
l’ordine di uccidere Paolo sia stato dato a Scarpato da
Raffaele Amato e Cesare Pagano, che pure non si fidavano di Paolo. Ribadisco che è solo un mio pensiero”.
“Biagino” Esposito nel corso dello stesso interrogatorio
parlò anche dell’omicidio di Giorgio Scarpato. “Giorgio Scarpato fu portato
con una scusa ad Arzano, essendogli stato detto che doveva recuperare
soldi prestati ad usura al proprietario di un bar di quel Comune. Lì trovò
in sella a un motorino presso quel bar “Spinello” e “O’ red” che materialmente gli spararono. “Zio Paolo” era presente come copertura ai due killer. Non temendo lo Stube, dopo l’omicidio ci raggiunse in un’abitazione
a Mugnano  e ci disse che Scarpato aveva tentato di fuggire in un palazzo, ma era stato raggiunto. L’ordine di ammazzarlo lo hanno dato Raffaele Amato e Cesare Pagano, che si lamentarono con me del comportamento
dello Scarpato, dicendo che non faceva nulla per il clan e prendeva anche
lo stipendio. Io non mi opposi alla loro decisione, anche per quello che
aveva fatto a Paolo”.Articolo che attendevo molto di poterlo postare in quando mi avevo occupato in altri post sulla scomparsa di Paolo Guarracino detto "paolillo"intuendo che Biagio Esposito era tra i coloro che potevano dare una svolta a questa scomparsa.Cio' che ancora oggi dispiace e' il fatto che molto sono i collaboratori di giustizia che avevano parlato sulla presunta morte di Paolo Guarracino senza fornire comunque i dettagli su che fine avesse fatto il corpo.Anche se con le sue dichiarazioni che io do veritiere al 100% e' un peccato che anche lui non sia in grado di indicare un possibile posto di dove sia stato seppellito il corpo.Rimane l'orrore e l'amaro su queste dinamiche camorristiche che molte volte fanno rabbrividire su particolari agghiaccianti e sul fatto che molte volte le vittime sono giovani senza nessuna esperienza e furbizia criminale,diventando facile preda di questi lupi che si presentano travestiti da agnello.