venerdì 28 settembre 2012

Decapitato il primo gruppo di fuoco della venella grassi.


Brillante operazione dei carabinieri che con un blitz hanno decapitato uno dei gruppi di fuoco della batteria della venella grassi.Quattordici sono stati arrestati nella notte dai carabinieri che da mesi terrorizzavano scampia con ronde armate e imboscate contro i nemici del clan Abete-Abbinante-Notturno che da mesi si
Contrappongono al clan dei girati della venella grassi.Tutti gli arrestati devono rispondere di reati che vanno dalla associazione a delinquere a porto abusivo di arma aggravato dall'art.7 per aver favorito il sodalizio camorristico dei girati.Erano mesi che erano finiti sul libro nero dei carabinieri che son riusciti con un piccolo stratagemma a montare delle microcamere nella zona calda in cui si riuniva il gruppo.Le immagini parlano da sole,infatti si possono notare gli arrestati mentre con disinvoltura mostravano ben in vista pistole e fucili durante le ronde armate all'interno del complesso edilizio del lotto p dove e' situata una delle piazze di droga più ricche di scampia in termini di guadagno.Ma oltre la guerra in atto i carabinieri da tempo si erano insospettiti per via dell'esodo forzato di molte famiglie legate o affiliate all'ex boss oggi detenuto Antonio Bastone pupillo di Carmine Pagano e gestore della piazza.Dunque in un certo senso si e' ripetuto quello che successe nel 2004 quando molti pregiudicati furono costretti in fretta e furia a lasciare le proprie abitazioni.Da un primo riscontro sembra che almeno dieci famiglie sono state costrette a lasciare le loro abitazioni dopo l'entrata in scena dei girati che con determinazione e ferocia vogliono il controllo totale delle piazze di spaccio di scampia.Tra gli arrestati potrebbe esserci anche i killer che negli ultimi mesi ha ammazzato Raffaele Abete e Ciro Aprunzo ne sono sicuri i carabinieri che stanno indagando senza sosta.Tra di loro il più carismatico sicuramente figura Antonio Lucarelli e Ciro Berretta i nuovi ras che appoggiati dal loro gruppo della venella grassi si sono impadroniti del lotto p.Ma un'altra figura importante anche se giovanissimo e' Gennaro Abatiello oltre al figlio del capoclan deceduto pabloescampia.Sicuramente questo blitz e significativo per cercare in qualche modo di frenare la guerra che sta finendo di devastare ciò che era rimasto di scampia,ma rimangono indomiti ancora molti tra killer e capi della venella grassi senza parlare delle famiglie Abete-Abbinante che
Non hanno nulla da invidiare ai girati della venella in termini di efferatezza e disponibilità economica.

giovedì 27 settembre 2012

Assolto Renato Di Biase

Una rissa furibonda nella zona dell’Alta sorveglianza. Tanto violenta da coinvolgere molti detenuti. Poi l’intervento degli agenti di polizia penitenziaria e infine l’accusa: resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Questa la denuncia che era piombata nei mesi scorsi sulla testa di Renato Di Biasi (nella foto), l’ex capoclan dei Quartieri Spagnoli, in carcere da diversi anni per associazione camorristica. Il ras era stato denunciato e ieri processato perché ritenuto colpevole dell’aggressione agli agenti. Di Biasi, collegato in videoconferenza, ha raccontato quanto avvenuto quel giorno: «Sono stato picchiato ed ho subito dei soprusi». Alla fine è stato assolto nonostante la richiesta

sabato 22 settembre 2012

Si spara anche sui quartieri spagnoli,ammazzato Vincenzo Masiello 22 anni.

Non si esaurisce la sete omicida della camorra che ammazza sempre piu' spesso e sempre piu' giovani.L'ultima vittima e' Vincenzo Masiello 22anni il mese prossimo,ammazzato mentre si trovava in vico lungo teatro nuovo una stradina dei quartieri spagnoli.Dalle prime testimonianze sembra che ad ammazzare Vincenzo Masiello sia stato un solo killer arrivato a bordo di un honda tmx,aprendo subito il fuoco verso il ragazzo che e' stato colpito alla testa e al volto.Un omicidio spietato,che rischia di creare nuovi contrasti nella zona dei quartieri spagnoli dove la vittima abitava.Per certo si sa che gli investigatori che i media davano per sicuro che tra la zona dei quartieri spagnoli era in corso da mesi una tregua tra i clan che abilmente avevano deciso di dividersi il guadagno senza entrare in inutili conflitti che avrebbero causato solo danni a tutti visto che ogni agguato porta i riflettori della magistratura sulla zona interessata.Come sempre dico quando le vittime sono cosi' giovani resta tanta amarezza e tanta rabbia verso le istituzioni che lasciano morire per mano dei clan una manovalanza cosi' giovane che potrebbe tornare utile nei tanti progetti lavorativi che tuttavia non riescono mai ad emergere nella citta' di Napoli e provincia.

giovedì 20 settembre 2012

L'ombra della lupara bianca nel napoletano..

Tutto quello che sta accadendo nel quartiere di scampia e secondigliano sembra iniziato dalla scomparsa per lupara bianca del boss del clan degli Amato-Pagano Antonino Dando' soppresso per lupara bianca.Una tecnica mafiosa importata in campania agli inizi degli anni 70 dai mafiosi che venivano mandati in soggiorno obbligato nel capoluogo campano.E la camorra sembra che abbia seguito piu' l'esempio della lupara bianca che quello di sciogliere i nemici nell'acido,tecnica preferita solo dai Nuvoletta di marano che strangolavano le vittime e poi' le calavano in enormi bidoni riempiti con acido muriatico e altre sostanze utili a sciogliere un corpo in pochi giorni.Sono tantissimi gli esempi che si possono fare delle persone sparite nel nulla nel napoletano,gente inghiottite nel nulla fatte sparire sotto pochi metri di terra.Questa tecnica e' stata usata sia dai clan di Napoli citta' che della provincia,l'alleanza di secondigliano con questa tecnica ha fatto sparire decine di persone,specie nella guerra contro Costantino Sarno ras di prima grandezza.Basti pensare che il clan della masseria cardone agli inizi degli anni 90 in un colpo solo fece sparire cinque persone affiliate di Costantino Sarno,forse furono torturate,massacrate e poi sotterrate chissa' dove.O la prima vera lupara bianca avvenuta a secondigliano,quando nella trattoria o pullastriello furono trovati i corpi del narcotrafficante canadese Vito Adamo e la sua amante.Ma anche la nuova famiglia di Carmine Alfieri ha fatto sparire decine se no centinaia di persone massacrate e sotterrate nelle terre che da Nola vanno a Saviano e Poggiomarino dove il boss pentito Pasquale Galasso addirittura aveva creato una specie di cimitero della camorra con decine di nemici ammazzati e fatti mangiare da ratti.Poi il clan dei casalesi che nei pressi del lago patria e castelvolturno ha sotterrato centinaia di nemici.La lista e' lunghissima e prossimamente dedichero' un post che parla di tutte le lupare bianche che vanno dagli inizi degli anni 80 ad oggi.Comprese le ultime sparizioni misteriose che sono avvenute nel vesuviano tra il 2003 e il 2004 quando il boss Mario Fabbrocino dopo oltre venti anni tra latitanza e detenzione usci' per decorrenza dei termini di custodia cautelare,prima di essere riarrestato e condannato all'ergastolo per l'omicidio di Roberto Cutolo il figlio del professore.Be quando Mario Fabbrocino detto o' graunar usci' di prigione sparirono nel giro di pochi giorni decine di persone affiliate al suo clan.Capi e vice capi che forse approfittando della sua assenza avevano fatto sparire denari o forse volevano spodestare o graunar che rispose con l'unico modo che gli viene meglio visto che il suo clan a tutte le caratteristiche della mafia siciliana.Il boss non volle rumore,non ama apparire sui giornali e cosi' uno alla volta sparirono tutti coloro che in qualche modo avevano deluso o graunar,si parla di decine di persone che a tutt'oggi non si sa che fine abbiano fatte visto anche il il clan dei fabbrocino e l'unico clan in campania che non a pentiti.Comunque una nube di mistero riguarda anche la sparizione dello stesso Antonino Dando' e quella dei tre killer fatti sparire a Mugnano,Ruggiero Lazzaro Guarracino Paolo e Massimo Frascogna che anche dopo gli ultimi pentimenti importanti nel clan degli scissionisti non se ne saputo piu' niente.Guarracino-Ruggiero e Frascogna sparirono a distanza di pochi giorni tra loro dal comune di Mugnano,qualche pentito ne ha fatto riferimento senza saper tuttavia indicare ne il posto dove sarebbero stati sepolti ne da chi furono ammazzati.Si sa solo che i capi degli scissionisti decisero di punire tutti e tre per il gran casino che stavano facendo a Mugnano e le continue lamentele che il loro comportamento creava tra gli abitanti del paese.Non se ne sa nulla anche se ultimamente si e'pentito un pezzo da novanta degli scissionisti Biagio Esposito che a quando sembra non ha fatto nessun riferimento in merito..

Vedetta trasversale massacrato Roberto Ursillo

Non si placa la furia omicida dei girati che senza nessuna pieta' hanno massacrato Roberto Ursillo 20 anni incensurato e sembra dalle prime indagini non affiliato a nessun clan.Il giovane era alla guida della sua fiat palio nei pressi di chiaiano in via dei ciliegi quando i killer almeno due sono arrivati di sorpresa in sella ad una potente moto.Si sono affiancati direttamente al lato guido sparando piu' colpi dritti al volto e al collo del povero giovane che forse morto sul colpo e' finito con la sua auto giu' da un cavalcavia.Infatti sono stati molti gli automobilisti che hanno avvertito i pompieri e il 188 pensando che si trattava di un incidente.Quando invece sono arrivati i carabinieri si sono subito resi conto che in realta' si era trattato di un vero e proprio agguato di stampo camorristico vista l'efferatezza dei killer che hanno mirato dritto alla faccia.Roberto era considerato da tutti come un bravo ragazzo,anche se molte volte era stato fermato in compagnia di noti pregiudicati di scampia,era il cognato di Antonio Bastone capopiazza degli scissionisti e il suo papa' come i fratelli erano stati arrestati nel 2009 con ingenti quantitativi di droga.Ma cio' non basta a ha condannare un ragazzo appena ventenne      che anche era completamente sconosciuto agli archivi delle forze dell'ordine,anche se la sua famiglia vacillava tra l'onesto e il disonesto prima con i di lauro e poi con gli scissionisti.Mentre nelle ultime ore si fa sempre piu' strada l'ipotesi che i killer hanno voluto punire il fratello Salvatore Ursillo scarcerato da poco e organico dei clan degli Abete-Abbinante in lotta da mesi con il gruppo della venella grassi appoggiati dai di lauro e dai leonardo.Resta sempre come solito in questi casi l'amarezza per un'altra vita strappata da questi barbari che non si fanno problemi nel massacrare un giovane appena di venti anni per punire il fratello o almeno questo e quello che circola negli ambienti investigativi..

Agguato sventato, due arresti

Agguato del gruppo della “Vanella Grassi” sventato dalla polizia. In manette sono finiti il boss 49enne Adriano Selva e del suo autista, il 30enne Francesco Esposito, vicini al gruppo Magnetti-Mennetta- Petriccione. I due erano a bordo di un’auto quando sono stati notati dagli agenti che hanno imposto l’alt. Ne è nato un inseguimento che è terminato nella “Vela bianca” dove una folla di parenti ed amici ha aggredito gli agenti tentando di fare scappare gli arrestati. Selva aveva un revolver calibro 30 carico pronto a sparare mentre Esposito era disarmato.Forse molto piu' probabilmente i due erano in possesso della micidiale pistola piu' per difendersi che per ammazzare,visto che Adriano Selva e ben conosciuto dalle forze dell'ordine in quando fratello di Giacomo Selva detto o cacaglio accusato ultimamente di essere tra gli esecutori materiali dell'agguato del 1995 in cui furono trucidati il boss Cosimo Cerino e il suo guardaspalle Ciro Ottaviano.L'arresto comunque e' da ritenersi utile per capire che scampia e' una vera e propria polveriera che rischia di esplodere da un momento all'altro.Infatti sono molti i pregiudicati arrestati ultimamente per detenzione abusiva di armi da fuoco detenute illegalmente,questo fa ben capire il clima di tensione che circola per scampia e tutta secondigliano..

Trovata l’auto dei killer di Marino


Ecco la svolta nelle indagini sull’omicidio di Gaetano Marino, il ras soprannominato “moncherino” che controllava le “case
celesti” a Secondigliano in combutta con la “Vanella Grassi”. Attraverso le immagini delle telecamere e grazie ad alcuni testimoni
oculari, gli investigatori sarebbero
riusciti a risalire alla Fiat Punto utilizzata dai sicari. Una macchina
che, secondo fonti ritenute affidabili, era nella disponibilità del cartello malavitoso Abete-AbbinanteNotturno-Aprea. Una traccia importante, che una volta confermata cancellerebbe definitivamente i
dubbi sul clan che avrebbe voluto
la morte del fratello di “Genny mecchei”.
Dopo l’omicidio di Roberto Ursillo
(di cui scriviamo a parte) gli investigatori sono ancora più convinti
che la faida in corso tra Scampia e
Secondigliano non finirà in tempi
brevi. I due clan in guerra al momento hanno assestato colpi importanti, ma nessuno ha sferrato
quello del ko. Con la conseguenza
che soltanto una tregua decisa ai
massimi livelli potrebbe riportare
un po’ di tranquillità nell’intera zona.
Come abbiamo scritto più volte,
l’omicidio di Gaetano Marino potrebbe aver rappresentato la vendetta del gruppo Abete-Abbinante-Notturno-Aprea per la morte
violenta di Ciro Abrunzo, cognato
di Raffaele Aprea. Ma la scelta di
Gianluca Giugliano di chiedere
aiuto alla polizia, consegnandosi e
sostenendo che “Moncherino” sarebbe stato invece ucciso dai Magnetti-Petriccione-Mennetta, aveva per alcuni giorni creato dei dubbi negli investigatori. Ora sembra
ritornata preponderante l’ipotesi
iniziale grazie alla circostanza della Fiat Punto nella disponibilità del
cartello Abete.
Dunque, la polizia sembra a buon
punto nelle indagini sull’omicidio
Marino. Tra l’altro, esiste un identikit dell’assassino mentre è già assodato che si tratti di un napoletano. Un testimone infatti ha raccontato agli investigatori della
squadra mobile di Latita, che lavorano in collaborazione con i colleghi di Napoli, di averlo sentito
chiedere con un forte accento partenopeo alla vittima se fosse “don
Gaetano”. Al delitto ha anche assistito un collaboratore di Marino,
che lo aiutava in tutte le attività a
causa dell’handicap alle mani, resosi volontariamente irreperibile.
essere un testimone prezioso per
gli inquirenti, ma si sono perse le
sue tracce già subito dopo il clamoroso agguato a Terracina. Conoscendo la persona, estranea organicamente alla camorra, gli stessi investigatori escludono che la
sparizione sia collegata a un eventuale tradimento: è soltanto paura.
Tra l’altro, è probabile che nemmeno sia in grado di riconoscere
l’omicida: sicuramente un volto
nuovo anche per il fratello di “Mecchei”. È anche sparito un altro “dipendente” della vittima, sicuramente per lo stesso motivo.
Gaetano Marino, legatosi ai primi
negli anni della faida tra gli “scissionisti” e i Di Lauro, secondo gli
investigatori era rimasto nell’orbita degli Abete-AbbinanteNotturno-Aprea fino a quando non
era passato con la “Vanella Grassi”, gestendo la piazza di via Limitone ad Arzano. Poi, scoppiata la
faida, è diventato uno dei bersagli
e mentre era in vacanza con la famiglia a Terracina, è stato ammazzato

martedì 18 settembre 2012

Gli Amato Pagano vogliono prendersi Marano...

Articolo copiato da mattino scritto da Rosaria Capacchione..

NAPOLI - Un pezzo di faida oltre le mura di Scampia. Metodi da gangster in terra di mafia. E le tecniche della guerra frontale - con il suo corredo di epurazioni, sfratti e occupazioni - sperimentate anche lì, a Marano, dove i reati di strada sono quasi inesistenti e la camorra baratta il consenso sociale con l'apparente normalità della vita quotidiana. È durata dieci giorni appena, ma c'è stata: silenziosa e convincente. Dieci giorni terribili durante i quali nel feudo che fu di Nuvoletta e poi di Polverino si sono viste ronde armate scorrazzare in pieno giorno, in pieno centro, disturbando lo shopping, spaventando le donne che entravano nel supermercato e gli uomini che si fermavano al bar.
Racconta uno dei testimoni delle scorribande dimostrative: «Erano ragazzi, molto giovani. Arrivavano su scooter potenti. Esibivano le pistole, qualcuno anche il mitra. In una città mafiosa come la nostra non si era mai visto niente del genere». Giovani arrivati da non molto lontano. Da Melito, per esempio, dove si è insediata la famiglia di Cesare Pagano, che con Raffaele Amato (che ne è il cognato) era a capo degli scissionisti. Ma con basi importanti sul posto. A capo delle squadre ci sarebbe stato Mariano Riccio, genero di Pagano imparentato con una famiglia di Marano.
«Una esibizione di muscoli - commentano negli uffici investigativi - necessaria a misurare la forza in una delle piazze della droga più importanti della Campania, fino alla primavera scorsa controllata rigidamente da Giuseppe Polverino ma che, dopo il suo arresto in Spagna e la previsione di una lunghissima detenzione (la Dda ha chiesto la sua condanna a 20 anni di reclusione), rimasta sguarnita».
Prova di forza che ha già prodotto i suoi risultati. Sulle piazze di spaccio si vedono facce nuove; soprattutto, le ronde sono scomparse. Silenziose come erano arrivate, senza visibili reazioni da parte degli uomini di Polverino sfuggiti agli ultimi arresti. Anzi, i capipiazza sfrattati anche dalle abitazioni, con i metodi sperimentati durante la faida di Scampia del 2004 e riproposti a Secondigliano anche nelle ultime settimane, sono tornati a casa. La loro presenza è necessaria a rassicurare quanti avevano iniziato a disertare bar e circoli ricreativi per paura di agguati; a far capire che l'accordo è stato raggiunto, che la guerra - almeno per ora - non ci sarà, ma che l'aria è cambiata, che le armi sono solo riposte. Con i proiettili in canna.
Prima Melito, poi Mugnano. Oggi Marano. Sull'orizzonte s'intravede, già a portata di mano, la piazza di Giugliano. È controllata ancora, e saldamente, dalla famiglia Mallardo, alleata storica dei Casalesi. Ma anche il clan dei «Carlantonio» ha accusato i colpi della repressione giudiziaria: in carcere tutti i fratelli, in carcere anche Giuseppe Dell'Aquila, l'amministratore delegato del gruppo, arrestato lo scorso anno in provincia di Latina. E i sequestri, anche quelli - come per i Polverino - hanno dissanguato le casse del gruppo, dalle quali lo Stato ha tolto un patrimonio stimato un miliardo di euro. Anche gli alleati di Casal di Principe e Castelvolturno sono allo sbando, costretti a ripiegare, a mascherare le attività economiche e i nuovi affiliati aspettando tempi migliori. Per esempio, la scarcerazione dei fratelli Pasquale e Carmine Zagaria.
Ma aspettando quel momento, la parola d'ordine è «inabissamento». Con la mano libera ai giovani, irruenti e violenti, che hanno spostato sulle estorsioni massicce, porta a porta, il core business del clan. Una situazione che gli scissionisti napoletani potrebbero sfruttare a loro vantaggio, appropriandosi del mercato della droga sinora gestito da una frangia bidognettiana, a Castelvolturno, e dai narcos nigeriani. Scenario da guerra totale, già visto negli anni Ottanta quando di morti se ne contarono a centinaia.

venerdì 14 settembre 2012

Avviso per i lettori di questo blog.

Carissimi amici lettori mi son trovato costretto a censurare tutti i commenti per la tanta ignoranza che ancora oggi    sfortunatamente si riscontra in tantissime persone.Questo blog non e' una testata giornalistica,ma nasce dall'idea di far conoscere alle persone cosa vuol dire vivere con un cancro di nome camorra che succhia vite ogni giorno.Sono rimasto molto rammaricato e deluso nel leggere commenti da parte di persone anonime che auguravano tutto il male del mondo attraverso questo blog,o addirittura chi incitava alla camorra e camorristi.Cosa disgustosa che mi fa rabbrividire visto che nel mio piccolo cerco in modo corretto e serio di informare le persone sulle tante tematiche inerenti alla camorra.Dico solo che messaggi di morte minacce e altro non posso piu' tollerarle che vengano pubblicate su questo blog,per chi dice viva la camorra rispondo viva Falcone viva Borsellino viva lo stato viva i carabinieri la polizia e finanzieri che ogni giorno si fanno un mazzo per liberarci da tutta questa feccia.Momentaneamente dunque i commenti sono consentiti esclusivamente a chi si registra in modo che posso tutelarmi da tanti troppi commenti che danno nausea e vergogna.Voglio solo accertarmi che la responsabilita' penale o amministrativa di chi commenta non ricada su di me,una volta accertato questo rendero' di nuovo aperto il form per i commenti grazie...

domenica 9 settembre 2012

Massacrato Raffaele Abete

Per tutta la settimana c'e stata una grande operazione interforze tra secondigliano e scampia messa a soqquadro da carabinieri polizia e finanzieri.Era di ieri la notizia che nella vela celeste erano stati sequestrati due fucili mitragliatori pronti ad essere usati non si sa bene se per uccidere qualcuno o difendersi da qualcuno ma poco importa.La polizia entusiasta ne aveva dato notizia volendo dimostrare che lo stato non e' assente a scampia.Non passano nemmeno poche ore e si apprende che sempre nel triangolo della morte in via Roma verso scampia era stato trucidato Raffaele Abete fratello di Arcangelo Abete ritenuto il leader indiscusso nella zona di scampia padrone assoluto delle piazze di spaccio insieme alle famiglie Notturno e Abbinante.Un segnale forte indissolubile che molto probabilmente porterà di nuovo morte dolori e lutti dal momento che il cartello dei Notturno-Abbinante-Abete vendicheranno sicuramente questo lutto.Ricordo che queste famiglie sono in lotta con le famiglie Di Lauro-Magnetti-Petriccione-Mennetta gruppo dominante della venella grassi che da un po di tempo sta tentando di espandere il proprio predominio sulle piazze di spaccio di scampia.Una guerra fratricida difficile da fermare visto che gli unici in grado di farlo gli Amato-Pagano si sono defilati da tempo nelle province di Melito-Mugnano e sembra che ultimamente vogliono prendere il controllo di Marano altro comune a nord di Napoli.Dunque analizzando la situazione non ne viene fuori niente di buono visto che mancano per vari motivi alcune personalità criminali dalla zona di secondigliano,uomini rispettati che in qualche modo potevano mediare per trovare un accordo tra i due schieramenti in guerra.Infatti lo stesso fu fatto nel 2004 quando secondigliano era paragonato a Bagdad e si contavano morti e feriti ogni giorno.Era la guerra tra i Di Lauro e gli scissionisti che face scendere in campo Salvatore Lo Russo l'unico in grado di fermare il massacro.Infatti organizzo' degli incontri tra esponenti dei Di Lauro e Scissionisti facendoli sedere intorno ad un tavolo per trovare un intesa per frenare la guerra.Il suo carisma e la sua autorità gli permisero di stroncare la faida in corso,cosa molto difficile oggi vista l'assenza e i morti eccellenti che si stanno contando man mano.Quello di ieri quasi sicuramente e' la risposta all'agguato avvenuto qualche settimana fa a Terracina dove fu ammazzato Gaetano Marini gestore della piazza di spaccio delle case celesti e fratello di quel terribile Gennaro Marino o mkay rinchiuso da tempo al 41 bis.La risposta non si farà attendere visto il curriculum criminale di molti esponenti che fanno parte del cartello criminale degli Abete-Notturno-Abbinante che dispongono di mitra pistole e fucili e un vasto gruppi di fuoco.La guerra dunque e' sempre più aperta,con la certezza matematica che dietro tutto questo c'e l'organizzatore che e' Marco Di Lauro che per convenienza ultimamente sta tessendo alleanze preziose per massacrare chi nel 2004 tolse il potere dalle mani della famiglia.Una strategia studiata a tavolini e studiata da chi fra tutti i figli di Paolo Di Lauro si sta dimostrando per capacita e intelligenza il migliore(in peggio)di tutti.Dove falli' il fratello Cosimo ci sta riuscendo lui con intelligenza evitando di esporsi ma facendo fare ad altri tutto il lavoro sporco.Difatti sta riuscendo a far scannare tra di loro uno dei cartelli più agguerriti di secondigliano,ciò anche grazie alla frattura avvenuta tempo fa tra gli Abbinante-Aprea-Notturno-Abete che caccio le famiglie vincenti degli Amato-Pagano da secondigliano e una guerra lampo per il predominio di Mugnano.Dunque dietro questa guerra chi la manovra e' Marco Di Lauro che si sta servendo del gruppo di fuoco della venella grassi con l'unico scopo di estendere il predominio sulle piazze di droga di scampia e nel contempo vendicarsi di chi ha tradito la famiglia.Dunque e' mio pensiero dire che questa guerra non si fermerà con la morte di Gennaro Marino e di Raffaele Abete ucciso ieri,gli interessi in palio sono tanti e producono una montagna di soldi,botta e risposta si susseguiranno finche uno non prevalga su l'altro..