giovedì 24 gennaio 2013

Ammazzato 34enne a barra.Dieci anni fa accoltello' la moglie incinta ammazzando il bambino..

NAPOLI - Qualcuno – tra quegli uomini dello Stato che vestono una divisa spendendo ogni giorno energie per evitare il ritorno del Far west camorristico in città – lo aveva detto nemmeno un paio di giorni fa: «Qui non esiste solo Scampia. Attenzione a quello che sta succedendo nella zona orientaledi Napoli, questo potrebbe essere il nuovo fronte aperto dalla camorra...».
Parole profetiche le sue, visto che ieri pomeriggio i clan sono tornati ad armare la mano ai suoi sicari per compiere l'ennesimo omicidio in città. Questa volta è successo a Barra, nei pressi dell'isolato A2 del corso Mastellone: è qui che è stato ucciso un pregiudicato. Si chiamava Ciro Valda, aveva 34 anni ed era un personaggio noto alle forze dell'ordine. Un sicario gli ha scaricato addosso almeno sette colpi di pistola calibro nove, ammazzandolo mentre faceva rientro nella propria abitazione. Valda era riuscito a guadagnarsi la libertà soltanto poche settimane fa, avendo estinto una precedente pena inflittagli per vendita di stupefacenti.
E, ancora una volta, à la droga il filo rosso che potrebbe svelare la trama nascosta dietro questo efferato delitto. Per i carabinieri che indagano – procede la compagnia di Poggioreale, capitano Gianmarco Pugliese) – la vittima era molto vicina ad un clan forte e potente a Barra: quello degli Aprea-Cuccaro. Ma, scavando nel passato e nei trascorsi giudiziari della vittima, emergono molti buchi neri.
Il peggiore – tralasciando la condanna per droga, scontata in carcere, dal quale Valda era uscito solo nel gennaio scorso – è forse quello dell'accoltellamento della sua ex compagna; un fatto che risale al 9 gennaio di ben dieci anni fa, quando Ciro Valda – a culmine di un furioso litigio con la compagna che era incinta – la accoltellò, ferendola gravemente. In quella tragedia a pagare fu il povero bimbo che la giovane portava in grembo: non ci fu niente da fare per riuscire a salvargli la vita. Per questo gravissimo episodio Valda venne arrestato. Ma non è finita.
Nel 2011, appena due anni fa, tornò a Poggioreale con un'altra grave accusa; il suo presunto coinvolgimento negli affari sporchi di droga che la camorra coltiva nell'area orientale del capoluogo campano. Pur non avendo condanne definitive che consentano di poterlo affermare, Ciro Valda era considerato uomo al soldo del clan camorristico Aprea-Cuccaro.
E che si occupasse – per conto della stessa cosca – di una piazza dello spaccio di stupefacenti. Ci sarebbe, insomma, ancora e sempre la droga dietro la mattanza che ieri ha fatto segnare una nuova vittima a Napoli. Non si può escludere nemmeno che – ma siamo nella teoria investigativa – Valda, una volta scontati i propri conti con la legge e tornato in libertà a Barra dove viveva, avesse deciso di riaprire i canali con i rifornitori di cocaina, marijuana e crak che pure si vende liberamente in un paio di fiorenti piazze di spaccio della zona compresa tra San Giovanni a Teduccio e Barra, mettendosi contro i clan che ancora dominano la zona.
Ma, come intuiva l'investigatore del quale parlavamo in apertura, ora è la situazione che pare essersi riaperta nel peggiore dei modi tra San Giovanni e Barra, con le cosche che si contendono il controllo (e gli introiti milionari) della vendita di cocaina a preoccupare di più gli analisti e i magistrati della Direzione distrettuale antimafia. Solo due settimane fa, proprio a San Giovanni a Teduccio, la camorra era tornata a far sentire la propria sinistra presenza massacrando un giovane: a cadere in quel caso sotto i colpi di due killer fu Ciro Varrello, assassinato in via dell'Alveo Artificiale.
Varrello, 24enne incensurato, venne ucciso a pochi passi da casa sua. La pista? Il controllo delle piazze di spaccio.