sabato 19 gennaio 2013

Arcangelo Abbinate cancellato l'accusa di omicidio.

Copio per intero l'articolo scritto dall'illustre giornalista de il roma Luigi Sannino sulla clamorosa cancellazione per omicidio mossa contro il figlio del ras Arcangelo Abbinante che ora resta indagato solo per associazione a delinquere..
Si è tolto un grosso peso dallo stomaco il giovane ras Arcangelo Abbinante
dell’omonima famiglia del rione Monte Rosa a Scampia, assistito
dagli avvocati Claudio Davino e Saverio Senese. Ieri il tribunale
del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare a suo carico,
nella parte che riguarda l’omicidio di Gennaro Ricci “o’ mellone”,

avvenuto il 23 agosto scorso nella Vela Celeste. Secondo i giudici, gli
indizi non sono sufficienti per giustificare la custodia cautelare mentre
bastano per il 416bis, l’associazione camorristica. Gli inquirenti
(fermo restando la presunzione d’innocenza per l’indagato fino all’eventuale
condanna definitiva) ritengono invece che sia stato uno
dei due mandanti dell’agguato mortale al capopiazza
dei Leonardi. Il 28 dicembre 2012 è
stato inferto un duro colpo agli Abete-Abbinante-
Notturno-Aprea dai poliziotti della squadra
mobile della questura. Sette arresti; quattro
latitanti (poi ridottisi a due); un omicidio e un
tentato omicidio chiariti; un lungo elenco di vicende
di camorra ricostruito grazie al contributo
di sei collaboratori di giustizia. Uno di essi, Gianluca Giugliano del
clan Marino, si è accusato del ferimentodi Ciro Nocerino: quest’ultimo
il 24 settembre 2011 rimase vittima di un agguato ma se la cavò; il
giorno dopo i killer, altri o gli stessi, lo uccisero. Il fatto di sangue più
importante su cui investigatori e inquirenti hanno fatto luce, è l'omicidio
di Gennaro Ricci del gruppo Leonardi, il 28 agosto scorso nella
zona della Vele Celeste. Quel giorno, tra esecutori materiali e componenti
il gruppo di fuoco, entrarono in azione almeno quattro persone.
Tra gli arrestati del 28 dicembre scorso, dell'omicidio di Gennaro Ricci
sono accusati dalla Dda e dalla polizia Arcangelo Abbinante, 22enne
figlio di Antonio, e Armando Ciccarelli, 28enne. Ma per entrambi
il Riesame ha annullato il provvedimento restrittivo; cosicché sono rimasti
dietro le sbarre per 416bis. Gli altri indagati finiti in manette a
ridosso del Capodanno sono stati Giovanni Carriello, 35enne; Giuseppe
Ambra, 24enne; Vincenzo Brandi, 30 anni; Costantino Raia, 36, e
Alessandro De Falco, 21enne, tutti e cinque “soltanto” per associazione
camorristica. I destinatari del provvedimento restrittivo (firmato dai
pm Castaldi, De Marco e Marra) fanno parte del cartello di clan in guerra
contro i cosiddetti “Girati” (Mennetta-Petriccione - Magnetti o Vanella
Grassi)-Leonardi-Marino, con l’appoggio
secondo gli ultimi sviluppi delle inchieste in
corso degli Amato-Pagano di Melito e Mugnano.
Dalle indagini condotte dai poliziotti
della squadra “Omicidi” della Mobile è emerso
che il clan si era riorganizzato sotto la guida
di Arcangelo Abbinante e Giuseppe Montanera
(indicato come reggente delle famiglie
Abete e Notturno), attraverso la composizione di “gruppi di fuoco” che
girano armati per Secondigliano e Scampia in cerca di nemici da eliminare.
Montanera insieme con Salvatore Baldassarre è latitante. L'inchiesta
si è basata sulle rivelazioni di sei collaboratori di giustizia e
sui classici strumenti investigativi delle intercettazioni telefoniche e
ambientali. I pentiti le cui dichiarazioni sono agli atti sono i fratelli Carmine
e Gaetano Annunziata, Gianluca Giuliano e Giovanni Illiano.