giovedì 31 gennaio 2013

Camorra, muore il secondo pregiudicato ferito nell'agguato a Ponticelli: guerra per gestire le piazze dello spaccio

Non ce l’ha fatta Antonio Minichini, il 18enne ferito martedì sera nell’agguato consumatosi nel parco Conocal, a Ponticelli, in cui era morto sul colpo il 20enne Gennaro Castaldi. Il giovane incensurato, nipote del padrino Antonio De Luca Bossa “’o sicco”, è deceduto nel reparto di rianimazione del Loreto Mare nella notte di ieri. Era stato colpito all’addome e al torace da numerose pallottole calibro 9 che due killer avevano esploso contro i due giovani in via Toscanini, mentre viaggiavano in sella ad uno scooter. Sulle bacheche dei profili Facebook dei due ragazzi la commozione e la rabbia degli amici. Sul piano delle indagini, la polizia, coordinata dalla Dda, predilige ancora la pista di uno scontro interno al supergruppo Marfella-De Luca Bossa-Minichini e Perrella-Circone-Ercolani.Come fanno questi uomini di camorra ha spezzare due giovani vite,come fanno la notte ha dormire?Intanto gli inquirenti temono una reazione violenta da parte dei familiari delle due vittime che gia' in passato hanno dimostrato di che cosa sono cUna famiglia di camorra
nel vero senso della parola: padre,
zio, nonna e nonno acquisito sono
dei personaggi di primissimo piano nel panorama criminale di Ponticelli e di Pianura. Sono i MarfellaDe Luca Bossa-Minichini, protagonisti di due sanguinosissime faide
negli anni Novanta con i Lago (a
Pianura) e con i Sarno (a Ponticelli). Antonio Minichini, classe 1994,
ferito ieri nel corso dell’agguato al
parco Conocal in cui è stato ammazzato il pusher Gennaro Castaldi, è il figlio del padrino Ciro Minichini “Cirillino" e di Anna De Luca
Bossa, figlia di “donna Teresa” e sorella di Antonio “’o sicco”. Un personaggio di primissimo piano, non
per i suoi precedenti penali (ha un
solo arresto per rapina) ma per la
sua parentela. Il giovane è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Loreto Mare (almeno fino a quando il giornale è andato in
stampa). Chi ha sparato, quindi, ha
mirato molto in alto, visto che, secondo gli investigatori, era lui il bersaglio dell’agguato di via Toscanini. Ora la reazione della famiglia di
Minichini potrebbe essere veramente terribile.
Il padre di Antonio Minichini, il ras
Ciro, meglio noto come “Cirillino",
fu arrestato dai carabinieri il 14 gennaio del 2010, così come la suocera,
Teresa De Luca Bossa, che era stata scarcerata due mesi prima dopo
più di 10 anni ininterrotti passati in
cella. Con loro furono arrestati Ciro
Il capoclan Ciro Minichini “Cirillino”, padre di Antonio, il 19enne ferito nellʼagguato
tangenti a tre presunti emissari del clan Sarno di Ponticelli,
consegnate in contanti da due venditori mobili. 
Perciò fu arrestato ad appena 18 anni in flagranza di reato. Gli
investigatori dell'Arma di Cercola entrarono in azione appena avuta
la certezza che c’erano i sospettati tra i quali anche la vittima
dell’agguato di ieri. I movimenti degli indagati furono monitorati e
osservati a distanza mentre pretendevano da 5 a 20 euro, in
rapporto alla grandezza dell'attività commerciale, da quasi tutti i
venditori ambulanti presenti in quel momento, vantando
l'appartenenza al gruppo di malavita.
fapo
LA FAIDA DELL’AREA ORIENTALE.
SECONDO GLI INVESTIGATORI SI TRATTA DI UNA VICENDA INTERNA AL GRUPPO CIRCONE-PERRELLA-ERCOLANI
Amico “'o cacaglio", Francesco Audino “'o cinese", Ciro Romito e qualche giorno dopo Sergio Santamaria
“'o marisciallo". Tutti erano accusati di Le accuse per tutti sono di
associazione per delinquere di
stampo camorristico finalizzata alle
estorsioni nei confronti di diversi
commercianti ed imprenditori di
Ponticelli e Cercola.
Le indagini sul nuovo clan De Luca
Bossa, che aveva stretto anche alleanza con gli Aprea-Cuccaro di
Barra per la gestione del racket delle estorsioni e dello spaccio di stupefacenti, erano partite dopo l’omicidio del ras Salvatore Tarantino,
reggente dello scompaginato clan
Sarno, morto lo il 26 novembre del
2009 dopo essere stato ferito il giorno prima, nel corso di un appuntamento-trappola nel Lotto 0 di via
Bartolo Longo, proprio sotto l’abitazione di Teresa De Luca Bossa. Anche i due figli che “donna Teresa"
ha avuta con il capoclan ergastolano di Pianura Giuseppe Marfella sono stati arrestati, lo scorso anno, per
spaccio di droga nel parco Conocal
di Ponticelli, diventato il nuovo
quartier generale della cosca dopo
l'abbandono del Lotto 0. Si tratta di
Cristian e Salvatore Marfella, rispettivamente di 19 e 21 anni.
L'ultimo omicidio nel parco Conocal di Ponticelli risale al 5 dicembre
del 2011, quando venne trovato il
cadavere crivellato di pallottole del
40enne Massimo Imbimbo, vicino
ai Perrella-Circone-Ercolani, cartello alleato con i Marfella-De Luca
Bossa-Minichini.apaci.