martedì 15 gennaio 2013

Svelato l’omicidio di Rosario Tripicchio

Luigi Sannino Giornalista del giornale il roma,articolo da lui scritto e che io copio..
Anche l’omicidio di Rosario Tripicchio, rimasto fedele agli Amato-Pagano
quando le cinque famiglie di Secondigliano e Scampia si “avotarono” contro
di loro, è stato chiarito dal neo pentito Giovanni Illiano. Un collaboratore
di giustizia, ultimo in ordine di tempo di quella zona, che da novembre
scorso sta aiutando gli inquirenti a ricostruire le fasi del doppio scontro cominciato
nel 2011 e ancora in corso. Prima i “napoletani” contro i capi degli
“scissionisti”, costretti a blindarsi a Melito e Mugnano; poi il doppio gioco

del gruppo della “Vanella Grassi” e i nuovi posizionamenti sul campo.
Giovanni Illiano, arrestato come presunto esecutore dell’omicidio di Fortunato
Scognamiglio, si pentì a ottobre scorso. Ecco alcuni passaggi delle
dichiarazioni rese alla Dda in uno dei primi interrogatori, con la consueta
premessa che le persone citate devono essere ritenute estranee ai fatti narrati
fino a prova contraria. Rosario Tripicchio, 31enne napoletano di via Ghisleri,
fu ucciso il 5 gennaio 2012 a Giugliano, dove si era trasferito dopo la
rottura tra gli Amato-Pagano e le cinque famiglia di mala allora ancora alleate:
gli Abete, Abbinante, Notturno, Aprea, Marino, Mennetta, Leonardi.
«Dopo qualche giorno andai sempre a Mianella da “Matuozzo” per sapere
come dovevamo muoverci. Guarino mi disse che avrei dovuto ascoltare
Mariano Riccio e Cerrato Carmine “Takendò”. Guarino disse “tra breve
dobbiamo fare un po’ di rumore” soprattutto su Melito in cui noi avremmo
dovuto esporci in modo plateale, prendendo Melito o Mugnano, mentre loro
della Vinella dovevano fingere ancora di stare con gli Abete Abbinante.
Siamo ancora a dicembre 2011. Io dissi: facciamolo per Natale. Inoltre, se
incontri Mariano, digli che io faccio quello che dice lui. “Giò Banana” mi disse
che ci avrebbe pensato lui e aggiunse che dovevo riservarmi perché gli
Abbinante volevano uccidermi. Mi suggerì di stare lontano da affiliati poco
affidabili e mi fece il nome di “Cocò”, Sabatino, chiedendomi di non
parlare assolutamente di questi incontri che noi avevamo e di questo doppio
gioco che loro stavano facendo. Guarino mi chiese, quasi a capire cosa
ne pensassi; che ne pensi di Rosario, intendendo Rosario Tripicchio? Io
risposi, Rosario è un bordellista. Al che Guarino disse : Rosario a bell e’ buono
more. Guarino disse: non incontriamoci più qui la prossima volta vengo
io giù da te, intendendo a via Regina Margherita da mia suocera. Finito
l’incontro, uscimmo e comparve improvvisamente Mennetta Antonio.
Ci abbracciammo e baciammo e quello disse : questa è casa tua. Mi chiusi
in casa. Il giorno prima che morisse Stanchi Raffaele, Guarino Rosario
venne a casa di mia suocera e mi disse: Domani ci incontriamo, non uscire
di qui se non vengo io. Tripicchio era già morto”. Rosario Tripicchio fu
ammazzato mentre tornava a casa, in via San Vito a Giugliano. Aveva appena
parcheggiato l’autovettura che nell’oscurità comparvero i killer, rendendogli
inutile ogni tentativo di scappare. Il 31enne aveva lasciato l’abitazione
di Scampia dopo la rivolta dei clan napoletani contro gli Amato-
Pagano, cui invece lui era rimasto fedele.