domenica 10 febbraio 2013

Quando Francesco Feldi voleva attaccare i moccia...



Una sparatoria in un
club nel cuore di Secondigliano.
Un affronto al quale occorre rispondere con la forza. Così il boss
Francesco Feldi, ammazzato in un
agguato ordinò di rispondere e lo
fece dal carcere, incurante del fatto che potessero esserci delle microspie a sorvegliarlo. E quelle microspie c’erano e le forze dell’ordine sono riuscite a catturare tutte le fasi di un attacco tra i Feldi
e i Moccia di Casoria. Per il gip
che ha emesso l’ordinanza è sintomatico del fatto che avessero
disponibilità di armi. Il 4 novembre del 2008 in una intercettazione ambientale alla casa circondariale di Ariano Irpino tra Francesco Feldi Antonio Feldi.

Antonio: «Hai visto che è successo dentro al Bar? La figlia del
“po”... Moccia».
Francesco: «In un orecchio Tonino, perché qua è un bordello,
“chiavatancell”».
Antonio: «Dobbiamo andare noi
là».
Francesco:«Eh, “chiavatancell”,
ci sta il tè, senti mi hai portato anche l’accappatoio?».
Antonio: «Quello è andato a picchiare “’o bitt”, però dieci ragazzi addosso, sono andati addosso
a quello».
Francesco: «Allora sono arrivati
questi due motorini».
Antonio: «incomp...».
Francesco: «E nessuno di voi
pronti?».
Poi continua la conversazione tra
i due: gesticolano, indicano parti
del volto, presumibilmente le parti dove i due sono stati colpiti nel
corso del raid al circoletto. Poi la
conversazione continua ed entra
nel cuore.
Francesco:«Prendete quattro ragazzi, prendetevi due 9, i guanti
falli andare fuori al Parco San Paolo».
Antonio: «Ah, dove sta il pescivendolo?».
Francesco: «Falli andare lì fuori,
boom, boom, boom, fuori al bigliardo, a chi pigliano pigliano! E
poi dopo chiudevi dentro, perché
quelli là scendono».
Antonio:«Quelli la scendono. “’o
zì” ma tu dici che dobbiamo picchiare fuori al bar là?».
Francesco: «Eh».
Antonio: «Hai capito dove?».
Francesco: «Hanno fatto la battuta a noi nel rione senza avvisarci, dove fare voi la stessa cosa».
Antonio: «È normale».
Francesco: «Devono andare là e
boom, boom, boom, spaccateci di
botte con la pala. Prendere pure
un fucile li buttare a terra e poi vi
dovete chiudere. Poi dopo si vede se vogliono sistemare. Poi dopo si vede. Se poi dopo non si vogliono sistemare, non ci sono problemi. O se no, o se no, non diamo
retta, non diamo retta, essendo
che state pochi di voi, non diamo
retta. Aspetteate che esco io e li
acciacchiamo a tutti quanti».