domenica 24 marzo 2013

Il calvario di Domenico Pagano suicidatosi in carcere.

Se ne e' andato cosi',in solitudine,nello squallore di una cella del carcere di opera,Milano,dove era recluso al 41 bis,per espiare una pena a vent'anni di carcere per associazione e altro.Una morte orrenda,in solitudine,senza chiedere aiuto a nessuno,e' morto cosi' Domenico Antonio Pagano detto zi' mimi',fratello di Cesare Pagano,e cognato di Raffaele Amato o lell,ritenuti i capi degli
scissionisti.Una carcerazione sofferta per chi come Domenico Pagano,era abituato alla bella vita e tante belle donne.Una vita al massimo,vissuta tra lusso sfrenato,alberghi viaggi e tutto questo da perfetto sconosciuto negli archivi delle forze dell'ordine.Non era mai stato arrestato Domenico Pagano,per le forze dell'ordine era un perfetto sconosciuto,infatti prima della faida non gli era stato attribuito nessun ruolo dirigenziale nel clan Di Lauro,dove invece Domenico era uno dei vertici insieme al fratello e al cognato.Viveva da miliardario in pensione prima della faida,guadagnava tantissimi soldi,stando ben attento a tenere un profilo basso criminalmente,si mimetizzava proprio per non essere accusato di associazione o altro prima della faida.Poi invece la sua situazione e' mutata dopo il 2004,quando il fratello Cesare insieme a Raffaele Amato riuscirono a configgere i Di Lauro,diventando i padroni assoluti di tutta secondigliano e scampia.Un po' per i pentiti che lo accusavano,un po per mantenere unito il clan degli scissionisti Domenico usci' allo scoperto,era l'ambasciatore del fratello,che inviava gli ordini e i soldi agli affiliati tramite Domenico.La mazzata che decapito' il clan fu la famosa inchiesta e i successivi arresti scaturiti da una imponente operazione anticamorra denominata c3.Una lettera e un numero che diventera' il tallone di Achille per il clan degli scissionisti,molti affiliati iniziano ha collaborare con la giustizia e i capi vengono spediti tutti in regime di carcere duro,e condannati a pene severe.Cesarino fu arrestato grazie alla soffiata che Biagio Esposito fece per accreditarsi lo status di collaboratore di giustizia,Raffaele Amato invece,era stato arrestato in Spagna da una operazione congiunta con la polizia spagnola e l'interpol.Fu estradato in tempi rapidi e sta scontando vari ergastoli anche lui in regime di carcere duro.Sia per Raffaele Amato che per Cesare Pagano comunque,le tegole giudiziali stanno continuando a cadere sulle loro teste,opera anche dei nuovi collaboratori che li stanno accusando di altri reati.Domenico Pagano era l'unico latitante che dopo l'arresto del fratello e del cognato,gestiva quello che era rimasto del clan degli scissionisti.Fu arrestato a Cicciano nel napoletano,dopo serrate indagini con l'ausilio di intercettazioni e pedinamenti.Era stato trasferito subito nel carcere di opera al 41 bis,le accuse a suo carico,erano tutte fondate sulle dichiarazioni di molti collaboratori di giustizia.Era stato condannato a vent'anni di carcere,ma anche per lui la giustizia aveva messo in moto un meccanismo stritolante.Era indagato per tanti altri reati,e la speranza di lasciare il carcere si allontanava ogni volta che gli inquirenti gli notificavano nuove accuse,altri faldoni giudiziari.Per chi il carcere non lo ha mai visto,e dura da un momento all'altro essere arrestati,condannati e isolati da tutto e tutti.Il suo suicidio comunque puo' essere interpretato in diversi modi.Puo' darsi che il carcere,il 41 bis lo aveva minato nell'anima e nella mente,ma non ha accettato il fatto che l'unica strada per tirarlo fuori da quell'inferno era solo una,collaborare con la giustizia.Lui invece e' rimasto fino a l'ultimo un vero irriducibile,si e' lasciato morire per non collaborare...