sabato 23 marzo 2013

Inseguito e giustiziato come un boss


Non era un boss ma lo
hanno inseguito e ammazzato come se lo fosse, con almeno 10 pallottole calibro 9 e il classico colpo
di grazia alla testa, per non dargli
scampo. È quasi un giallo l’omicidio del pregiudicato 40enne Michele Calcavecchia, residente in
via Botteghelle, a Ponticelli, conosciuto come ladro d’auto e che
nel 2007 fu anche trovato armato.
Non ha assolutamente legami con
la camorra e inoltre era stato scarcerato da poco ed aveva preso a
spacciare anche piccole quantità

di marijuana, tanto per arrotondare. E proprio per questo motivo potrebbe essere stato ucciso:
magari non ha pagato una partita di “erba” ai ras di Poggioreale
che lo hanno eliminato. Ma lui
non si sentiva nel mirino tanto
che se ne andava tranquillamente in giro in sella al suo scooter tra
Poggioreale, Ponticelli e San Pietro a Patierno. Ora i poliziotti della Squadra Mobile, che indagano
coordinati dalla Dda, stanno cercando di inquadrare il delitto non
tralasciando alcuna ipotesi, anche quella di una vendetta trasversale legata agli ultimi fatti di
sangue consumatisi a Ponticelli,
con l’omicidio, a gennaio, del nipote 18enne di Teresa De Luca
Bossa, o una “sgarro” nel mondo
del piccolo spaccio. Insomma, si
indaga a tutto campo per capire il
motivo dell’agguato e si cercano
indizi nelle ultime telefonate, fatte e ricevute da Calcavecchia, e
nel ricordo dei familiari più stretti. Le indagini, poi, sono rese ancora più difficoltose dal fatto che
l’agguato mortale si è consumato in una zona molto isolata, in via
Cupa del Principe, stradina sterrata che costeggia il cimitero di
Poggioreale, nella zona alta, al
confine con San Pietro a Patierno
ma anche con Ponticelli. C’è di sicuro che il 40enne ha tentato di
sfuggire ai killer: l’inseguimento,
infatti, è iniziato in via della Mongolfiera, parecchie centinaia di
metri prima di via Cupa del Principe, dove l’uomo è stato finito.
La Scientifica sul posto ha repartato almeno 10 bossoli calibro 9 e
sembra che tutti i proiettili siano
andati a segno tra il tronco e la testa del pregiudicato 40enne, trovato supino vicino allo scooter che
guidava, ancora con il casco indossato. Il fratello del 40enne ammazzato, Giuseppe, venne indagato, e poi prosciolto, per l’omicidio del giornalista del Mattino
Giancarlo Siani.
L’agguato di camorra, il sesto dall’inizio dell’anno, si è consumato
poco dopo le 16,30. I killer, probabilmente in due in sella ad una
moto o ad uno scooter, hanno raggiunto Michele Calcavecchia che
stava percorrendo via della Mongolfiera in sella al suo scooter di
colore scuro. Ha capito che qualcosa non quadrava e ha accelerato inseguito a tutta velocità dai
sicari. Poi, preso dalla disperazione, ha imboccato Cupa del Principe riuscendo, però, a fare solo
pochi metri. I killer gli hanno
esploso contro una raffica di pallottole e Calcavecchia e caduto
dallo scooter. I killer lo hanno raggiunto e gli hanno sparato in faccia dandogli il colpo di grazia. Poco dopo, in Cupa del Principe, allertati da alcune telefonate al
“113”, sono arrivate le prime Volanti della polizia e sono partite le
indagini.