venerdì 22 marzo 2013

Pizzo e omicidi: ecco la superalleanza

Con l'arresto di Gennaro Trambarulo (nella foto), bloccato dai Carabinieri dei Ros stamani, finisce in carcere l'ultimo componente della "triade" che guidava il cosiddetto "gruppo misto", costituito dai clan della camorra Mallardo, Licciardi e dei Casalesi, per gestire le attività illecite sul litorale Domitio, nel Casertano, ma anche in quella zona di confine del Napoletano, come Giugliano in Campania. Gli altri due elementi di vertice, Pellegrino e Diana, erano già stati assicurati alla giustizia da forze dell'ordine e magistratura.
"Trambarulo - spiega il Procuratore aggiunto di Napoli Federico Cafiero de Raho - gestiva le attività illecite per conto del clan Licciardi non solo sul litorale Domitio, ma anche nelle zone di influenza del clan Licciardi di cui era elemento di vertice". Il provvedimento che riguarda Pasquale Barbato, Massimo Di Cicco e Gennaro Trambarulo, è frutto di indagini basate sulle dichiarazioni di Giuliano Pirozzi, del clan Mallardo, solo da quale mese collaboratore di giustizia. Di Cicco era già in carcere, per una rapina ad Aversa (Caserta), mentre Trambarulo e Barbato erano liberi: quest'ultimo era sottoposto a sorveglianza speciale. L'alleanza tra i clan Mallardo, Licciardi e la fazione "Bidognetti" dei Casalesi, era già stata messa in luce dalle indagini: una sinergia tra Pellegrino (clan Mallardo), Trambarulo (clan Licciardi) e Francesco Diana (Clan dei Casalesi) - quest'ultimo arrestato nel luglio 2009 e poi divenuto collaboratore di giustizia - per gestire le attività illecite sul litorale Domitio e così sostenere la cosca di Casal di Principe, decimata dagli arresti.