mercoledì 12 giugno 2013

Napoli camorra. Scacco al clan Di Lauro, il figlio del boss arrestato sulla nave da crociera

Oltre centro persone, accusate di essere affiliate al clan di camorra Di Lauro, sono state arrestate dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli e del Ros, in un'operazione scattata all'alba in Campania. Fra gli arrestati vi sono anche stretti favoreggiatori del capo clan, il latitante Marco Di Lauro.
I Carabinieri hanno eseguito un centinaio di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura distrettuale antimafia per i reati di associazione di tipo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, tentativo di omicidio e detenzione di armi, tutti aggravati da finalità mafiosa.

Al centro delle indagini, condotte dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli, vi sono le attività illecite del clan Di Lauro «con particolare riferimento ai grandi traffici di cocaina proveniente dalla Spagna e destinata ad alimentare le piazze di spaccio dell'area napoletana. È stato bloccato dai Carabinieri su una nave da crociera, all'altezza della Sicilia, Raffaele Di Lauro, 19 anni, figlio di Paolo Di Lauro, uno dei più conosciuti boss del clan omonimo, soprannominato Ciruzzo 'O Milionario, in carcere dal 2005. Raffaele Di Lauro - si è saputo - è uno degli oltre cento arrestati nell'operazione scattata all'alba in Campania, e stava festeggiando in crociera il compleanno della compagna. Nell'operazione di oggi, i Carabinieri del Comando provinciale di Napoli e del Ros hanno eseguito 110 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della Procura distrettuale antimafia del capoluogo campano. Al blitz hanno partecipato oltre 400 militari.
Il sistema architettato dal clan Di Lauro per gestire la vendita di stupefacenti all'interno del Rione dei Fiori, ribattezzato 'Rione terzo mondo', nel quartiere di Secondigliano a Napoli prevede «l'alternarsi di vere e proprie 'squadrette' di spacciatori, in grado di assicurare la vendita anche per 24 ore consecutive. Nulla è lasciato al caso: ogni 'squadretta' fa capo ad un referente ed è questi che deve provvedere a consegnare gli illeciti proventi giornalieri agli uomini di fiducia di Marco Di Lauro». È quanto sottolineano alla Dda.
In poco più di un anno l'organizzazione legata al clan Di Lauro ha incassato complessivamente 4 milioni e mezzo di euro ricavati dalla vendita di 117.914 dosi di cocaina. È il dato che emerge dall'esame dei 'libri contabilì della cosca sequestrati nell'abitazione di Angelo Zimbetti, una delle persone arrestate la scorsa notte nell'ambito di una maxi operazione dei carabinieri contro il clan. È quanto evidenzia la Dda sottolineando che «tali documenti disvelano, in particolare, l'enorme volume dei proventi illeciti dell'associazione camorristica, essenzialmente derivanti dal traffico di stupefacenti».
Rilevanti, però, sono risultati anche i 'costi di gestione' sostenuti dall'organizzazione in questo stesso periodo, considerato che il clan ha speso oltre 4 milioni di euro suddivisi in acquisti di droga, in corresponsioni di onorari agli avvocati, in pagamenti delle 'settimanè agli affiliati liberi od alle famiglie di quelli detenuti, in prelevamenti operati direttamente dai componenti della famiglia Di Lauro, ricavando, perciò, nel periodo in esame, utili netti 'soltanto' per 548 mila euro.
I libri contabili hanno consentito agli inquirenti di comprendere i meccanismi della ripartizione degli utili tra i vertici del sodalizio, della corresponsione degli stipendi agli affiliati e, più in generale, «delle spese sostenute per la vita ed i bisogni dell'associazione». L'incasso dei 4 milioni e mezzo si riferisce al periodo compreso tra l'1 aprile 2007 ed il 3 maggio 2008. In particolare, poi il periodo Natale 2007 - Capodanno 2008 si è rivelato il più redditizio per la vendita degli stupefacenti, consentendo al clan Di Lauro, in pochi giorni, di vendere ben 4.080 dosi di cocaina per un incasso pari a 102.000 euro. Il sistema di tenuta contabile escogitato prevede una rendicontazione settimanale delle vendite di droga, allo scopo evidente, sottolinea la Dda, «di rendere più agevole il controllo capillare da parte degli uomini di fiducia di Marco Di Lauro».