mercoledì 11 dicembre 2013

«Sono uno spietato killer»

 «Un killer senza pietà». Così si definisce Rosario Guarino, boss della Vanella Grassi, ex capo del direttorio di Secondigliano e Scampia e a capo di un manipolo di giovani che decise, circa due anni fa, di dichiarare prima guerra agli Amato- Pagano, poi ai Di Lauro, poi agli Abete-Abbinante, con l’appoggio dei Di Lauro e dei Amato-Pagano, e poi ai Leonardi. Fino ad essere schiacciati dal peso degli arresti e del carcere duro. Una metamorfosi che ha portato a decine di omicidi dei quali Guarino racconta i particolari. Nel primo verbale del 9 dicembre scorso rilasciato al pm della Direzione distrettuale antimafia Maurizio De Marco e depositato nel processo a carico dei suoi ex compagni, accusati dell’omicidio di Antonello Faiello, Guarino, soprannominato “Jo Banana” parla di tutto e saggiamente il magistrato appone numerosi - omissis - per cercare di non svelare in anteprima la strategia investigativa. Sono indagini delicate di fatti di sangue recentissimi e molti degli indagati sono ancora a piede libero. Ciò che è certo è che il pentimento di Guarino rappresenta la fine della Vanella Grassi e del suo tentativo di ascesa nel mondo milionario dei traffici di sostanze stupefacenti. Sessanta pagine nelle quali “Jo Bana” parte dalla fine, ovvero dall’omicidio di Antonello Faiello, quello per il quale fu arrestato. Ma per il magistrato era doverosa una regressione. «Da dove parte la sua carriera»? Come a dire: tu chi sei?. Ecco uno stralcio significati del verbale così com’è stato depositato in Corte d’Assise.